ESO

Blog che parlano delle attività dell’ESO (European Southern Observatory)

R Aquarii (Immagine ESO/Schmid et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una nuova osservazione del sistema binario R Aquarii, formato da una gigante rossa del tipo chiamato variabile Mira e da una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato quella coppia di stelle come obiettivo per un test di un nuovo sottosistema dello strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO ottenendo l’immagine più chiara catturata finora delle turbolenze esistenti nel sistema a causa del fatto che la nana bianca sta strappando gas alla compagna, peggiorando la sua agonia.

Beta Pictoris b (Immagine ESO/Lagrange/SPHERE consortium)

L’ESO ha pubblicato una composizione di immagini che mostrano l’esopianeta Beta Pictoris b mentre orbita attorno alla sua stella. Esso era stato scoperto nel 2008 utilizzando lo strumento NACO montato sul VLT in Cile e il team guidato dalla dottoressa Anne-Marie Lagrange che lo scoprì ha continuato a studiarlo alcuni anni dopo utilizzando lo strumento SPHERE, che nel frattempo era stato montato anch’esso sul VLT. I ricercatori l’avevano perso di vista quando si era avvicinato all’alone della sua stella troppo per essere visibile da qualsiasi strumento attuale ma è tornato a essere visibile nel settembre 2018.

Simulazione di materiali vicini a Sagittarius A* (Immagine ESO/Gravity Consortium/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la rilevazione di nubi di gas caldissimo che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, chiamato Sagittarius A* o semplicemente SgrA*. Un team di ricercatori ha usato lo strumento GRAVITY installato sul VLT dell’ESO per osservare brillamenti di luce infrarossa provenienti dal disco di accrescimento di gas e polveri che orbita a velocità elevatissime attorno a SgrA*. Si tratta delle osservazioni più accurate di materiali così vicini all’orizzonte degli eventi di un buco nero.

NGC 2467 vista da FORS2 (Immagine ESO)

L’ESO ha pubblicato una fotografia della nebulosa NGC 2467, conosciuta anche come Nebulosa Teschio, scattata usando lo strumento FORS2 montato sul VLT in Cile. Si tratta di un’incubatrice stellare dato che contiene molto gas che sta ancora formando una serie di nuove stelle e di conseguenza vede una predominanza di stelle giovani, spesso massicce. La fotografia è stata scattata all’interno del programma Gemme Cosmiche dell’ESO, che ha anche uno scopo didattico.

Il proto-superammasso galattico Hyperion (Immagine ESO/L. Calçada & Olga Cucciati et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di un enorme proto-superammasso galattico con una massa vicina a quella delle più grandi strutture esistenti nell’universo recente. Un team guidato da Olga Cucciati dell’INAF di Bologna l’ha scoperto grazie ai dati raccolti dal progetto VUDS (VIMOSUltra-Deep Survey) e l’ha chiamato Hyperion in onore del titano Iperione perché è davvero titanico. I ricercatori hanno stimato che questa struttura risalga a circa 2,3 miliardi di anni dopo il Big Bang, la più grande e massiccia scoperta risalente a un’epoca così remota con una massa stimata a oltre un milione di miliardi di volte quella del Sole.