Pianeti

Blog che parlano di pianet

La Nirgal Vallis (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express che mostrano la Nirgal Vallis sul pianeta Marte. Si tratta di una valle fluviale che si estende per oltre 700 chilometri, tanto vasta da attraversare le maglie cartografiche Coprates e Margaritifer Sinus. Qualche miliardo di anni fa, quando i fiumi erano pieni d’acqua liquida, probabilmente riempivano il cratere Holden, facendone un lago con un diametro di circa 150 chilometri e una profondità fino a circa 250 metri.

Tracce di antichissimi stagni salati sul fondo del cratere Gale su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta i risultati di un’analisi di dati raccolti dal Mars Rover Curiosity in una sezione di rocce sedimentarie del cratere Gale su Marte chiamata Sutton Island in cui è stata rilevata la presenza di sale sotto forma di salgemma nei sedimenti. Un team di ricercatori guidato da William Rapin del Caltech ha interpretato quella presenza come prova che circa tre miliardi e mezzo di anni fa lì c’erano stagni salati che sono passati attraverso episodi di tracimazione ed essiccazione. I depositi mostrano la storia delle fluttuazioni climatiche nel periodo in cui l’ambiente marziano passò da bagnato e simile a quello terrestre al deserto secco odierno.

Concetto artistico di K2-18b con la sua stella sullo sfondo (Immagine ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la rilevazione di vapore acqueo nell’atmosfera dell’esopianeta K2-18b grazie principalmente al telescopio spaziale Hubble. Quest’esopianeta è nell’area abitabile del suo sistema e ciò l’ha reso interessante fin da quando questa super-Terra è stata scoperta, nel 2015. Si tratta della prima rilevazione di vapore acqueo in un esopianeta di quel tipo ma è ancora troppo presto per valutarne il potenziale di abitabilità perché le rilevazioni non sono sufficientemente precise per definire le percentuali di altre molecole come quelle di idrogeno ed elio e per capire se vi sono nuvole.

La stella GJ 1061 (Immagine cortesia Centre de Données astronomiques de Strasbourg / SIMBAD / SDSS)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di tre super-Terre nel sistema della stella nana rossa GJ 1061. Un team di astronomi della collaborazione Red Dots ha compiuto questa scoperta nel corso della campagna di osservazioni del 2018 grazie a una serie di rilevazioni spettroscopiche ottenute nel corso di tre mesi usando il metodo della velocità radiale. Le masse di questi esopianeti sono un po’ superiori a quella della Terra e il più esterno è nell’area abitabile del suo sistema, dove riceve una quantità di energia dalla sua stella vicina a quella che la Terra riceve dal Sole.

Le vibrazioni degli anelli di Saturno usate per ricostruire gli impatti sul pianeta

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una ricerca su variazioni nel campo gravitazionale del pianeta Saturno in seguito a vibrazioni interne. Yanqin Wu dell’Università di Toronto e Yoram Lithwick della Northwestern University hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini nel corso dei suoi passaggi ravvicinati agli anelli per studiare il fenomeno concludendo che le vibrazioni di Saturno sono state causate da impatti avvenuti nel passato che hanno fatto in qualche modo suonare il pianeta come una campana.