Pianeti

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concetto artistico del sistema di CI Tauri e dei suoi pianeti (Immagine cortesia Amanda Smith, Institute of Astronomy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta di quattro pianeti giganti gassosi che orbitano attorno alla giovanissima stella CI Tauri. Un team di ricercatori coordinati dall’Università britannica di Cambridge ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare quel sistema stellare in cui era già stato scoperto uno dei quattro pianeti, un gioviano caldo che era il primo della sua categoria a essere scoperto in un sistema molto giovane. C’è ancora un disco protoplanetario che ha rivelato varchi in corrispondenza degli altri pianeti, molto più lontani di quello già conosciuto.

Concetto artistico del pianeta Kepler-1625b con la sua luna e la sua stella sullo sfondo (Immagine NASA, ESA, and L. Hustak (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” presenta gli indizi dell’esistenza di un’esoluna, una luna attorno a un pianeta di un altro sistema solare, chiamata Kepler-1625b-I. David Kipping e Alex Teachey della Columbia University hanno usato osservazioni dei telescopi spaziali Kepler e Hubble per esaminare le tracce lasciate dal passaggio dell’esopianeta Kepler-1625b di fronte alla sua stella, simile al Sole. I primi indizi della scoperta della candidata esoluna erano stati rivelati nel luglio 2017, successivamente le osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble hanno fornito nuove conferme.

Le prime immagini di 2015 TG387 (Immagine cortesia Scott Sheppard)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive la scoperta di 2015 TG387, un oggetto dalla lunghezza stimata attorno ai 300 chilometri la cui distanza dal Sole è circa 80 volte quella della Terra. Un team di astronomi guidato da Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science l’ha avvistato per la prima volta il 13 ottobre 2015 nel corso delle ricerche di un altro pianeta oltre l’orbita di Plutone. L’orbita di questo oggetto, che è stato soprannominato The Goblin, e quelle del pianeta nano Sedna e del possibile pianeta nano 2012 VP113 potrebbero essere spiegate dalla presenza di un pianeta ancora sconosciuto.

Concetto artistico del pianeta HD 39091c con la sua stella (Immagine NASA/MIT)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta dell’esopianeta HD 39091c, il primo identificato grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di una super-Terra con un raggio di 2,14± 0.04 quello della Terra e una massa stimata in 4.82± 0.85 quella della Terra. È molto vicina alla sua stella, che è un po’ più grande del Sole, con un anno che dura poco più di 6 giorni terrestri.

Le Cerberus Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato foto scattate dalla propria sonda spaziale Mars Express delle Cerberus Fossae, fratture che corrono quasi parallele per oltre 1.000 chilometri nella superficie vicino all’equatore del pianeta Marte. Fanno parte di un grande complesso vulcanico chiamato Elysium Planitia, dove le tracce suggeriscono che le colate laviche risalgano a qualche milione di anni fa, recenti in termini geologici rispetto al grosso dell’attività vulcanica. Anche le Cerberus Fossae si sono formate in tempi relativamente recenti, meno di 10 milioni di anni fa, probabilmente originate da faglie che estendono gli strati superiori della superficie.