Pianeti

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La posizione del pianeta in fase di formazione (Immagine ESO/ALMA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di prove dell’esistenza di un pianeta in fase di formazione nel disco protoplanetario che circonda la stella HD 97048. Un team guidato da Christophe Pinte ha utilizzato una tecnica che è stata sperimentata in un’occasione precedente che identifica aree in cui il flusso di gas attorno a una stella viene disturbato dalla presenza di un pianeta. I dati raccolti usando il radiotelescopio ALMA hanno permesso di individuare un pianeta con una massa stimata tra due e tre volte quella di Giove.

In tempi remoti c'era un ambiente dinamico nel cratere Gale su Marte

La NASA ha fornito un aggiornamento delle attività del suo Mars Rover Curiosity in un’area argillosa del Monte Sharp su Marte. L’argilla è associata all’acqua perciò l’obiettivo delle attuali ricerche è quello di offrire nuovi informazioni utili a ricostruire la storia di Marte, in questo caso del cratere Gale, dove in tempi remoti c’era un lago e ora c’è il Monte Sharp. Ultimamente, Curiosity ha lavorato nelle vicinanze di un affioramento che è stato chiamato “Teal Ridge” e di una roccia che è stata chiamata “Strathdon”, formata da dozzine di strati sedimentari che suggeriscono un ambiente più dinamico rispetto ad altri sedimenti tipici dei laghi.

Il sistema di Gl 357 (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Chris Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa GJ 357. Un team di ricercatori guidato da Rafael Luque dell’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie ha identificato l’esopianeta più interno, chiamato GJ 357 b, grazie alle osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA mentre gli altri due, chiamati GJ 357 c e GJ 357 d, sono stati scoperti usando il metodo della velocità radiale grazie a dati raccolti in vent’anni di osservazioni di vari telescopi al suolo. I tre esopianeti potrebbero essere tutti rocciosi e il più esterno rientra nell’area abitabile del suo sistema stellare.

Rappresentazione delle caratteristiche principali degli esopianeti del sistema TOI 270 (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Scott Wiessinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa indicata nella ricerca come TOI (Tess Object of Interest) 270 perché è stata studiata utilizzando il telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di una super-Terra e di due mini-Nettuno, tutti con orbite molto vicine alla loro stella. Un team di ricercatori che ne include due dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino, Frosinone, ha usato osservazioni compiute da TESS e successive osservazioni mirate di altri telescopi per confermare l’esistenza dei tre esopianeti e fornire alcune stime delle loro caratteristiche, utili anche perché i due mini-Nettuno potrebbero fornire informazioni per capire i meccanismi di formazione di pianeti di quel tipo ma anche di quelli rocciosi.

Rappresentazione artistica di pianeta gassoso in un sistema binario (Immagine NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di un esopianeta gassoso nel sistema binario DS Tuc grazie all’uso del telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di astronomi coordinato dal Dartmouth College del New Hampshire, USA, che ha coinvolto anche l’Osservatorio astronomico di Campo Catino di Frosinone, ha condotto questa ricerca sull’esopianeta chiamato DS Tuc Ab, che ha un’età stimata di circa 45 milioni di anni, una sorta di preadolescente. Ha completato la sua crescita ma è ancora in una fase in cui avvengono cambiamenti, tutte informazioni utili per capire la formazione e l’evoluzione dei pianeti.