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Aganippe Fossa

L’ESA ha pubblicato un’immagine catturata dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express di Aganippe Fossa, una formazione che ha l’aspetto di una cicatrice sulla superficie del pianeta Marte davvero colossale dato che è lunga circa 600 chilometri. Questa fossa tettonica è una formazione geologica del tipo chiamato in gergo graben. Non vi sono certezze sulla sua formazione ma è probabilmente legata a flussi di lava sotto gli enormi vulcani della regione di Tharsis, a cominciare da Arsia Mons, il più vicino ad Aganippe Fossa.

Sulla sinistra il pianeta Giove visto dallo strumento Near-Infrared Camera (NIRCam) del telescopio spaziale James Webb e sulla destra la Grande Macchia Rossa osservata dallo strumento Near-InfraRed Spectrograph (NIRSpec)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’individuazione di strutture negli strati superiori dell’atmosfera del pianeta Giove sopra la Grande Macchia Rossa, l’iconica tempesta più grande della Terra. Un team di ricercatori guidato da Henrik Melin dell’università britannica di Leicester ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere nuovi dettagli di quell’area. La sorpresa è arrivata dall’individuazione di strutture intricate che includono archi oscuri e macchie luminose nell’area osservata.

Il vulcano di Ceraunius Tholus visto dallo strumento CaSSIS della sonda spaziale TGO con la brina in un colore bluastro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta la rilevazione di brina sui vulcani della regione di Tharsis su Marte. Un team di ricercatori che include Giovanni Munaretto dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati ottenuti da due sonde spaziali dell’ESA, la TGO della missione ExoMars e Mars Express, che hanno permesso di scoprire per la prima la presenza di acqua ghiacciata sulla superficie marziana all’equatore del pianeta rosso. Nelle caldere degli enormi vulcani di Tharsis sono stati avvistati depositi blu riconducibili a ghiaccio d’acqua che sono presenti solo al mattino per poi evaporare qualche ora dopo.

La Terra e concetti artistici che mostrano l'esopianeta Gliese 12 b in diverse possibili versioni che vanno dall'assenza di atmosfera a un'atmosfera molto densa come quella di Venere

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno su “The Astrophysical Journal Letters”, riportano conferme indipendenti della scoperta dell’esopianeta Gliese 12 b, che ha dimensioni molto vicine a quelle della Terra ma orbita attorno a una nana rossa che ha massa e dimensioni che sono attorno a un quarto di quelle del Sole. Due team di ricercatori hanno usato osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA e conferme ottenute con altri strumenti per verificare l’esistenza di Gliese 12 b. Le informazioni disponibili non rivelano se abbia un’atmosfera ma vari fattori lo rendono un buon candidato per ricerche mirate con il telescopio spaziale James Webb.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta WASP-193b

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’individuazione dell’esopianeta WASP-193 b, un gigante gassoso il cui diametro è circa una volta e mezzo quella di Giove ma con una massa che è solo un settimo di quella di Giove. Un team di ricercatori guidato da Khalid Barkaoui dell’Università di Liegi, in Belgio, ha usato il telescopio WASP-Sud della collaborazione Wide Angle Search for Planets (WASP) per individuare WASP-193 b per poi studiarne le caratteristiche con altri strumenti. La combinazione tra massa è densità di questo esopianeta è davvero difficile da spiegare dato che nessuna teoria sulla formazione planetaria porta a un pianeta come questo.