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HDUV GOODS-North (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” presenta il programma Hubble Deep UV (HDUV) Legacy Survey, un grande panorama della storia evolutiva dell’universo basata su osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha sfruttato le capacità di rilevazione delle frequenze ultraviolette di Hubble combinandola con osservazioni agli infrarossi e alla luce visibile, anche di altri telescopi, per estendere precedenti indagini con un campo di vista che include circa 15.000 galassie, incluse 12.000 in cui c’è formazione stellare.

Il cielo attorno a NGC 5018

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’indagine VST Early-type GAlaxy Survey (VEGAS). Un team di ricercatori guidato da Marilena Spavone dell’INAF di Napoli ha usato il VLT Survey Telescope (VST) dell’ESO in Cile per ottenere immagini molto dettagliate di molte galassie ellittiche. Tra di esse c’è NGC 5018, interessante tra le altre cose per strutture come quella che è chiamata coda mareale, una striscia di gas contenente varie stelle che fuoriesce da quella galassia. Si tratta di prove di interazioni tra galassie che offrono informazioni sulle caratteristiche delle galassie primordiali.

44 esopianeti rilevati dal telescopio spaziale Kepler confermati in un colpo solo

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive la conferma di 44 esopianeti che fanno parte di un gruppo originale di 72 candidati rilevati dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Un team di ricercatori guidato da John Livingston dell’Università giapponese di Tokyo ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e da telescopi al suolo negli USA per confermare l’esistenza di 44 esopianeti in una sola volta e scoprire alcune delle loro caratteristiche. Essi ne includono 16 con un raggio inferiore al doppio di quello della Terra.

Mappa dei raggi gamma

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che offre nuove conferme che la sorgente anomala di raggi gamma captata per la prima volta nel 2009 dal telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA è costituita da pulsar millisecondo. La prima ipotesi era che si trattasse di collisioni di particelle di materia oscura ma pulsar millisecondo che si trovano nel nucleo della Via Lattea le cui emissioni si sono mescolate nel segnale rilevato da Fermi sembrano sempre più probabili.