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La protostella che si sta formando all'interno della nube molecolare L1527 osservata dallo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb

Una nuova immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb rivela nuovi dettagli di una protostella che si sta formando all’interno della nube molecolare catalogata come L1527. Lo strumento MIRI ha offerto nuove informazioni sui processi in atto che stanno portando alla nascita di una nuova stella. Un disco di accrescimento è a malapena visibile di taglio ed è importante perché la protostella sta ancora assorbendo materiali da esso e in futuro pianeti potrebbero formarsi al suo interno. Durante la sua formazione, la protostella emette getti di gas che si scontrano con i resti della nube circostante generando le strutture che MIRI vede in un colore che è blu nell’immagine in alto (NASA, ESA, CSA, STScI) grazie alla presenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti comuni nello spazio.

La Nebulosa Serpente osservata dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la prima rilevazione di getti bipolari allineati emessi da protostelle nella Nebulosa Serpente. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere i dettagli necessari a individuare questi getti. Tipicamente essi hanno diversi orientamenti all’interno di una regione di formazione stellare ma in questo caso sono allineati in modo quasi perfetto. Ciò suggerisce che la formazione stellare nella Nebulosa Serpente potrebbe essere in un momento unico della sua storia e fornire informazioni cruciali su questi processi.

Il sistema WL20S in una combinazione di osservazioni di ALMA e Webb

Al 244° Meeting of the American Astronomical Society è stato presentato uno studio di quella che è risultata essere una coppia di stelle nel gruppo WL20, catalogata come WL20S. Gli autori di questo studio hanno combinato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA e con il telescopio spaziale James Webb per ottenere le informazioni necessarie a stabilire che in quel sistema ci sono due giovani stelle, e non una come pensavano gli astronomi, che si sono formate tra 2 e 4 milioni di anni fa. Entrambe le stelle sono circondate da dischi di materiali nei quali potrebbero esserci pianeti in formazione e getti paralleli di materiali emessi dalle due stelle.

Messier 78 (ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre (CEA Paris-Saclay), G. Anselmi)

L’ESA e il Consorzio Euclid hanno presentato i primi risultati scientifici ottenuti grazie al telescopio spaziale Euclid all’interno del programma ERO (Early Release Observations). Si tratta di una serie di articoli scientifici in parte scritti direttamente dai ricercatori del Consorzio e in parte da diversi team di ricercatori che hanno lavorato all’interno del programma ERO. Alcune immagini illustrano le possibilità di questo strumento ma la ricerca su alcuni dei maggiori misteri cosmologici va ben oltre l’estetica delle fotografie.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta WASP-193b

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’individuazione dell’esopianeta WASP-193 b, un gigante gassoso il cui diametro è circa una volta e mezzo quella di Giove ma con una massa che è solo un settimo di quella di Giove. Un team di ricercatori guidato da Khalid Barkaoui dell’Università di Liegi, in Belgio, ha usato il telescopio WASP-Sud della collaborazione Wide Angle Search for Planets (WASP) per individuare WASP-193 b per poi studiarne le caratteristiche con altri strumenti. La combinazione tra massa è densità di questo esopianeta è davvero difficile da spiegare dato che nessuna teoria sulla formazione planetaria porta a un pianeta come questo.