Stelle

Blog che parlano di stelle

SN 2016iet è una probabile supernova a instabilità di coppia

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla supernova SN 2016iet. Un team di ricercatori ha usato una serie di telescopi per raccogliere dati su di essa. Quasi tre anni di studio hanno seguito il suo primo avvistamento, avvenuto il 14 novembre 2016, portando a stimare che la stella progenitore avesse una massa circa 200 volte quella del Sole che è esplosa in quella che sembra il primo caso con forti indizi di supernova a instabilità di coppia, che si conclude con la totale distruzione della stella.

La posizione del pianeta in fase di formazione (Immagine ESO/ALMA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di prove dell’esistenza di un pianeta in fase di formazione nel disco protoplanetario che circonda la stella HD 97048. Un team guidato da Christophe Pinte ha utilizzato una tecnica che è stata sperimentata in un’occasione precedente che identifica aree in cui il flusso di gas attorno a una stella viene disturbato dalla presenza di un pianeta. I dati raccolti usando il radiotelescopio ALMA hanno permesso di individuare un pianeta con una massa stimata tra due e tre volte quella di Giove.

La Pulsar delle Vele al centro di una nebulosa con l'emissione di un getto di particelle (Immagine X-ray: NASA/CXC/Univ of Toronto/M.Durant et al; Optical: DSS/Davide De Martin)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta un’analisi dell’irregolarità nel periodo di rotazione, un fenomeno chiamato in gergo “glitch”, della Pulsar delle Vele. Un team di ricercatori guidato da Gregory Ashton della Monash University, in Australia, ha analizzato i dati raccolti dal Mount Pleasant Radio Observatory del glitch rilevato il 12 dicembre 2016. Probabilmente questo fenomeno è causato da interazioni interne nei materiali della pulsar perciò studiarlo può offrire informazioni sulla composizione interna e sui processi in atto in un oggetto estremo di questo tipo.

Il sistema di Gl 357 (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Chris Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa GJ 357. Un team di ricercatori guidato da Rafael Luque dell’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie ha identificato l’esopianeta più interno, chiamato GJ 357 b, grazie alle osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA mentre gli altri due, chiamati GJ 357 c e GJ 357 d, sono stati scoperti usando il metodo della velocità radiale grazie a dati raccolti in vent’anni di osservazioni di vari telescopi al suolo. I tre esopianeti potrebbero essere tutti rocciosi e il più esterno rientra nell’area abitabile del suo sistema stellare.

Rappresentazione delle caratteristiche principali degli esopianeti del sistema TOI 270 (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Scott Wiessinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa indicata nella ricerca come TOI (Tess Object of Interest) 270 perché è stata studiata utilizzando il telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di una super-Terra e di due mini-Nettuno, tutti con orbite molto vicine alla loro stella. Un team di ricercatori che ne include due dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino, Frosinone, ha usato osservazioni compiute da TESS e successive osservazioni mirate di altri telescopi per confermare l’esistenza dei tre esopianeti e fornire alcune stime delle loro caratteristiche, utili anche perché i due mini-Nettuno potrebbero fornire informazioni per capire i meccanismi di formazione di pianeti di quel tipo ma anche di quelli rocciosi.