Telescopi

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Una rara ipernova mostra la possibile morte di una stella molto massiccia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’osservazione di un lampo gamma catalogato come GRB 171205A associato a una supernova catalogata come SN 2017iuk che è stata decine di volte più luminosa di quanto sia in genere quel tipo di evento, tanto da rientrare nella categoria delle ipernove. Un team di astronomi guidato da Luca Izzo dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) e associato INAF (Istituto Nazionale di astrofisica) che include altri ricercatori dell’INAF ha rilevato per la prima volta interazione tra il getto che ha causato il lampo e gli strati più esterni della stella esplosa. Ciò ha permesso di capire meglio i meccanismi che uniscono ipernove e lampi gamma, connessi a un “bozzolo caldo”.

SN 2015 cp è una rara supernova di tipo Ia

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di una supernova di tipo Ia, catalogata come SN 2015 cp. Un team di astronomi guidati da Melissa Graham dell’Università di Washington ha usato osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble e altri per studiare un sistema binario in cui una stella che potrebbe essere una gigante rossa ha espulso enormi quantità di materiali e una parte ha raggiunto la sua compagna, una nana bianca, provocandone l’esplosione.

Un'esplosione cosmica ha diverse interpretazioni

Due articoli, uno in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, descrivono studi di un evento anomalo e di un oggetto catalogati come AT2018cow e quindi soprannominati “The Cow” (la mucca). Secondo un team guidato da Raffaella Margutti della Northwestern University, che ha prodotto l’articolo in pubblicazione su “The Astrophysical Journal”, potrebbe essere una supernova anomala, decine di volte più luminosa del normale che ha generato un buco nero o una stella di neutroni, mentre secondo un altro team guidato da Paul Kuin dello University College London (UCL), che ha prodotto l’articolo in pubblicazione su “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, potrebbe essere un buco nero che ha distrutto una stella.

Scoperto il quasar più brillante nell'universo primordiale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta del quasar più luminoso dell’universo primordiale. Un team di ricercatori che include Marco Bonaglia dell’INAF di Firenze ha usato osservazioni del telescopio spaziale Hubble e di alcuni telescopi al suolo per individuare la galassia catalogata come J043947.08+163415.7 a una distanza di circa 12,8 miliardi di anni luce dalla Terra. Il buco nero supermassiccio al suo centro è circondato da molti materiali che emettono l’enorme quantità di luce che permette di individuarlo anche a quell’enorme distanza ma solo grazie a un effetto di lente gravitazionale. Quell’attività risale a quasi un miliardo di anni dopo il Big Bang.

Concetto artistico di esopianeta K2-288Bb con la sua stella e l'altra nana rossa in lontananza (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive lo studio dell’esopianeta K2-288Bb, scoperto tra le osservazioni compiute dal telescopio spaziale Kepler della NASA con l’aiuto di astronomi dilettanti grazie al progetto Exoplanet Explorers. Adina Feinstein, una studentessa dell’Università di Chicago e prima autrice dell’articolo, ha presentato i risultati al 223° meeting della Società Astronomica Americana tenuto a Seattle.