Il pianeta nano Makemake ha una luna

Il pianeta nano Makemake visto dal telescopio spaziale Hubble con la sua luna indicata dalla freccia (Immagine NASA, ESA, and A. Parker and M. Buie (SwRI))
Il pianeta nano Makemake visto dal telescopio spaziale Hubble con la sua luna indicata dalla freccia (Immagine NASA, ESA, and A. Parker and M. Buie (SwRI))

Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di individuare una luna del pianeta nano Makemake. Per il momento essa è stata chiamata semplicemente S/2015 (136472) e soprannominata MK2 e si tratta di una piccola luna con un diametro stimato attorno ai 160 chilometri. La scoperta è arrivata da osservazioni effettuate nell’aprile 2015 utilizzando lo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble.

Il pianeta nano Makemake è esso stesso una scoperta recente dato che è stato individuato solo nel 2005. Nel 2008 la IAU (International Astronomical Union) l’ha riconosciuto ufficialmente come pianeta nano. Il nome deriva da quello di una divinità della mitologia del popolo dell’isola di Pasqua o Rapa Nui. Ha come numero di catalogo 136472 ed è per quello che lo stesso numero fa parte anche della designazione della sua luna.

La distanza di Makemake dal Sole, ben superiore a quella di Plutone, è solo uno dei motivi per cui è stato così difficile individuarlo. Questo pianeta nano ha anche un’elevata inclinazione orbitale e ciò significa che la sua orbita ha un angolo che lo porta anche lontano dal piano dell’eclittica, dove vengono effettuate le ricerche di nuovi corpi celesti e le osservazioni di quelli già conosciuti.

Con un diametro medio di poco più di 1.400 chilometri, Makemake è più piccolo di Plutone ma è più brillante perciò ora che è conosciuto è possibile tenerlo d’occhio. Negli anni scorsi, il telescopio spaziale Hubble aveva permesso di scoprire le lune più piccole di Plutone, ora le stesse tecniche di osservazione hanno permesso di scoprire MK2. Già in passato vari astronomi avevano cercato di capire se Makemake avesse qualche luna ma non ne aveva trovata nessuna.

La luna MK2 è stata individuata a una distanza di circa 21.000 chilometri da Makemake. Secondo le prime stime, la sua orbita è circolare e compie una rotazione attorno al pianeta nano in almeno 12 giorni. Si tratta di valutazioni ancora approssimative e saranno necessarie ulteriori osservazioni per renderle più precise perciò qualcuna potrebbe risultare sbagliata.

Quando venne scoperto Caronte, il più grande dei satelliti di Plutone, gli astronomi lo usarono per effettuare calcoli più precisi delle caratteristiche del pianeta nano. MK2 aiuterà a effettuare calcoli analoghi su Makemake e ciò permetterà di stimare meglio la sua massa, la sua densità e la sua composizione. Nuove osservazioni per stabilire con certezza l’orbita di MK2 permetteranno anche di capire se si tratti del prodotto della collisione del pianeta nano con un altro oggetto della fascia di Kuiper o di un asteroide catturato.

L’esistenza di MK2 potrebbe risolvere un mistero riguardante Makemake. Alcune osservazioni di questo pianeta nano effettuate in passato avevano mostrato una variazione della sua luminosità ma ciò non si era mai ripetuto successivamente. È possibile che si trattasse della sua luna che era passata di fronte a Makemake dato che sembra decisamente più scura ma gli strumenti usati non erano stati in grado di distinguerla dal pianeta nano.

La scoperta di una luna di un pianeta nano così lontano è un ulteriore progresso nelle indagini astronomiche sui corpi celesti della fascia di Kuiper. Si tratta di un’area esterna del sistema solare ancora poco conosciuta, tanto che perfino la presenza di un pianeta esistente da quelle parti è teorizzata basata solo su indizi indiretti. Pian piano gli astronomi stanno scoprendo i segreti di quella frontiera.

Concetto artistico del pianeta nano Makemake e della sua luna (Immagine NASA, ESA, and A. Parker (Southwest Research Institute))
Concetto artistico del pianeta nano Makemake e della sua luna (Immagine NASA, ESA, and A. Parker (Southwest Research Institute))

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