May 2016

La corrente ad anello in caso di quiete (a sinistra) e di tempeste geomagnetiche (a destra) (Immagine Johns Hopkins APL)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sul comportamento dell’anello di particelle che circonda la Terra. Usando le rilevazioni effettuate dallo strumento RBSPICE a bordo di una delle sonde spaziali van Allen della NASA è stato possibile stabilire che i protoni ad alta energia nella corrente ad anello si comportano in modo completamente diverso dai protoni a bassa energia. Si tratta di un passo in avanti nella comprensione della magnetosfera terrestre e quindi degli effetti che può avere sui satelliti e anche sulla superficie della Terra.

L'area che comprende Chryse Planitia, Acidalia Planitia e Arabia Terra (a, b) e particolare di un promontorio (c) (Immagine J. Alexis Palmero Rodriguez)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” presenta una ricerca che descrive due possibili mega-tsunami che sconvolsero la superficie del pianeta marte oltre tre miliardi di anni fa. Secondo un team guidato da J. Alexis Palmero Rodriguez del Planetary Science Institute due meteoriti colpirono Marte ad alcuni milioni di anni di distanza ma con effetti simili. Forse a quell’epoca c’era un oceano di acqua liquida e gli impatti sollevarono onde fino a 120 metri che inghiottirono grandi aree di terraferma.

La nebulosa LHA 120-N55 fotografata con il VLT (Foto ESO)

L’ESO ha pubblicato nuove fotografie della nebulosa LHA 120-N55, generalmente chiamata semplicemente N55, scattate con il VLT (Very Large Telescope). Si tratta di una nebulosa a emissione situata dentro una cosiddetta superbolla chiamata LMC 4 e ha un alone che nelle immagini ha vari colori come un mantello che adorna stelle di recente formazione ed è composto di gas rimasto dopo che la maggior parte è stata assorbita da quelle stelle.

la superficie di Europa con la crosta ghiacciata piena di fratture (Foto NASA/JPL-Caltech/SETI Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle caratteristiche chimiche esistenti nell’oceano sotterraneo di Europa, una delle grandi lune del pianeta Giove. Un team di scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha paragonato il potenziale relativo alla produzione di idrogeno e ossigeno con quello della Terra concludendo che sono paragonabili.

Immagine dei resti della supernova Tycho (X-ray: NASA/CXC/GSFC/B. Williams et al; Optical: DSS; Radio: NSF/NRAO/VLA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sui resti della supernova Tycho, la cui esplosione venne vista sulla Terra nel 1572 in un evento ampiamente documentato. L’espansione dei materiali rimasti è ancora interessante e un team di astronomi l’ha studiata con l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA, Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) e molti altri telescopi per creare una sorta di film che la mostra.