August 2017

La navicella spaziale Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 per inizizare la missione CRS-12 (Immagine cortesia SpaceX)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-12 (Cargo Resupply Service 12), indicata anche come SpX-12. Dopo poco più di dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della dodicesima missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

Concetto artistico del sistema di sistema di TRAPPIST-1 visto da una zona vicina a sistema di TRAPPIST-1f (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sull’età del sistema di TRAPPIST-1. Questa stella nana ultra-fredda è diventata sempre più celebre grazie ai risultati delle ricerche sui pianeti che orbitano attorno ad essa. Uno dei problemi era stabilire la sua età e ora l’astronomo Adam Burgasser dell’Università della California a San Diego ed Eric Mamajek del JPL della NASA ne hanno fornito una stima tra 5,4 e 9,8 miliardi di anni.

Concetto artistico delle orbite di stelle vicine al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea (Immagine ESO/M. Parsa/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive un’analisi dei moti di stelle che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, in particolare quella conosciuta come S2. Un team di astronomi ha applicato una nuova tecnica di analisi a osservazioni condotte in passato con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile e altri telescopi concludendo che quelle orbite risentono degli effetti previsti dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca che ha riguardato 16 tra i quasar più luminosi conosciuti. Un team di ricercatori guidati dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha esaminato in particolare le emissioni agli infrarossi di quei quasar per individuare e giovani stelle calde nelle galassie che li ospitano concludendo che se ne formano davvero moltissime, a un ritmo fino a 4.000 volte più elevato rispetto alla Via Lattea.

La mappa della collaborazione Dark Energy Survey (Immagine Chihway Chang/Kavli Institute for Cosmological Physics at the University of Chicago/DES Collaboration)

La collaborazione Dark Energy Survey (DES) ha presentato al meeting dell’American Physical Society Division of Particles and Fields al Fermilab una mappa della materia oscura creata usando misurazione di lenti gravitazionali di 26 milioni di galassie. Questi risultati mostrano la composizione dell’universo recente e sono molto vicini alle previsioni basate sulla mappa creata grazie alle misurazioni riguardanti l’universo primordiale del satellite Planck Surveyor dell’ESA.