2017

La Nebulosa delle Vele ai raggi X (Immagine cortesia ROSAT All-Sky Survey / Federico García et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un’analisi della composizione chimica di una sorta di shrapnel di plasma espulsi dalla supernova che ha generato la Nebulosa delle Vele. Un team guidato da Federico García dell’Istituto di radioastronomia argentino che include i ricercatori dell’Inaf di Palermo Marco Miceli, Fabrizio Bocchino e Salvatore Orlando ha usato il telescopio spaziale XMM-Newton per studiare i getti di plasma attorno ai resti della supernova scoprendo un’anomala abbondanza di silicio.

Antares vista dal VLTI (Immagine ESO/K. Ohnaka)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la creazione dell’immagine più dettagliata prodotta finora della superficie e dell’atmosfera di una stella diversa dal Sole. Un team di astronomi guidato da Keiichi Ohnaka dell’Universidad Católica del Norte in Cile ha usato il Very Large Telescope Interferometer (VLTI) per ottenere questo risultato con la supergigante rossa Antares. Si tratta anche della prima mappa dei materiali che compongono l’atmosfera di una stella diversa dal Sole.

Ingrandimento della ruggine di Rusty Rock (Foto NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca sulla presenza d’acqua sulla Luna. Un team guidato dal geochimico James M. D. Day dell’Università della California a San Diego ha esaminato quantità e composizioni degli isotopi di zinco, cloro e piombo in una pietra lunare concludendo che l’acqua e altri composti volatili evaporarono molto presto nel corso della storia della Luna. Ciò contraddice una ricerca pubblicata solo alcune settimane fa in cui si sostiene che antichi depositi vulcanici lunari contengono grandi quantità di acqua.

Concetto artistico di nana bianca che ruba gas da una stella compagna (Immagine cortesia Russell Kightley)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sui resti di una strana supernova catalogati come LP 40-365. Un team guidato da Stephane Vennes dell’Astronomical Institute of Czech Academy of Sciences di Ondrejov, nella Repubblica Ceca, ritiene che si tratti di una supernova di tipo Iax. Essa ha distrutto solo in parte una nana bianca lasciandone una parte che si muove a velocità molto elevata e ha una composizione anomala per quel tipo di stella morta.

La galassia medusa JO204 (Immagine ESO/GASP collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che mostra una nuova funzione dei “tentacoli” delle cosiddette galassie medusa. Un team internazionale di astronomi guidato da Bianca Poggianti dell’INAF di Padova ha utilizzato le osservazioni effettuate nel corso del programma GASP dell’ESO con lo strumento MUSE del Very Large Telescope (VLT) scoprendo che il meccanismo che genera quei tentacoli è lo stesso che alimenta i buchi neri supermassicci al centro di quelle galassie.