August 2018

Distribuzione del ghiaccio d'acqua ai poli della Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive tre tracce specifiche della presenza di ghiaccio d’acqua sulla superficie della Luna. Un team guidato da Shuai Li dell’Università delle Hawaii e della Brown University ha utilizzato dati raccolti dallo spettrometro Moon Mineralogy Mapper della sonda spaziale Chandrayaan-1 per trovare le tracce di quel ghiaccio concentrato in crateri lunari al polo sud e sparso in un’area più ampia al polo nord.

HuBi 1 (Immagine cortesia Guerrero, Fang, Miller Bertolami, et al., 2018, Nature Astronomy, tmp, 112. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulla nebulosa planetaria HuBi 1. Normalmente una struttura di quel tipo caratterizza una fase dell’agonia di una stella ma in questo caso un team di ricercatori ha scoperto una nebulosa invertita. La loro conclusione è che la stella al suo centro stia attraversando una sorta di processo di rinascita perciò la vediamo mentre sta espellendo materiali dalla sua superficie e creando un’onda d’urto che eccita i materiali della nebulosa.

La regione di formazione stellare NGC 6334I studiata alle frequenze più elevate possibili per il radiotelescopio ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” presenta i primi risultati di un programma pilota per indagare alle frequenze più elevate possibili per il radiotelescopio ALMA. Un team di ricercatori ha usato la regione di formazione stellare NGC 6334I all’interno della Nebulosa Zampa di Gatto come obiettivo delle osservazioni in quella che è chiamata banda 10 rilevando glicolaldeide e un deflusso bipolare compatto che contiene acqua pesante e monosolfuro di carbonio dalla protostella MM1B.

HDUV GOODS-North (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” presenta il programma Hubble Deep UV (HDUV) Legacy Survey, un grande panorama della storia evolutiva dell’universo basata su osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha sfruttato le capacità di rilevazione delle frequenze ultraviolette di Hubble combinandola con osservazioni agli infrarossi e alla luce visibile, anche di altri telescopi, per estendere precedenti indagini con un campo di vista che include circa 15.000 galassie, incluse 12.000 in cui c’è formazione stellare.