2019

La navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing al momento dell'atterraggio (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing è atterrata al White Sands Missile Range in New Mexico, terminando la sua missione Boe-OFT (Boeing Orbital Flight Test). A differenza delle precedenti navicelle americane, questa non compie un ammaraggio nell’oceano ma atterra sulla terraferma. Lo staff di terra è intervenuto in un’esercitazione dell’attività di assistenza che avverrà nelle missioni con astronauti.

La navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing al decollo su un razzo Atlas V (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale CST-100 Starliner di Boeing è partita su un razzo vettore Atlas V della ULA dalla base di Cape Canaveral nella missione Boe-OFT (Boeing Orbital Flight Test). Dopo circa quindici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo. Dopo poco più di mezz’ora era previta la prima di una serie di manovre per l’inserimento orbitale ma è emerso un problema che richiede che al centro controllo missione vengano valutate le possibili opzioni per inserire la CST-100 Starliner nell’orbita corretta per poter procedere con la sua missione. Boeing ha il controllo della navicella, che è in un’orbita stabile perciò non corre pericoli.

CHEOPS e Cosmo-SkyMed Seconda Generazione al decollo su un razzo Soyuz (Immagine cortesia Arianespace)

Poche ore fa un razzo vettore Soyuz è stato lanciato dalla base di Kourou, nelle Guiana Francese. Dopo circa 23 minuti il satellite Cosmo-SkyMed Seconda Generazione si è separato con successo dall’ultimo stadio Fregat del razzo. Circa 85 minuti doo il lancio il telescopio spaziale CHEOPS si è separato con successo dall’ultimo stadio Fregat del razzo.

Il satellite COSMO-SkyMed Seconda Generazione è il primo di una costellazione di due satelliti che ha lo scopo di sostituire i quattro satelliti della prima generazione. Si tratta di un sistema di satelliti radar per l’osservazione del territorio frutto di una collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana e Ministero della Difesa.

Il telescopio spaziale CHEOPS (CHaracterising ExOPlanets Satellite) dell’ESA ha lo scopo di studiare esopianeti tramite il metodo del transito, cioè osservando quelli che passano davanti alla loro stella.

MAMBO-9 è una galassia polverosa lontana 13 miliardi di anni luce

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su una galassia primordiale polverosa conosciuta come MAMBO-9. Un team di ricercatori guidato da Caitlin Casey dell’Università del Texas a Austin ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia distante circa 13 miliardi di anni luce e il suo ritmo di formazione stellare molto superiore a quello della Via Lattea. Le osservazioni hanno permesso di appurare che in realtà si tratta di due galassie nel corso di una fusione. Tutto ciò è utile per capire il ruolo di galassie polverose come quella nell’evoluzione dell’universo.

Un nuovo ciclone scoperto al polo sud del pianeta Giove

Un nuovo ciclone è stato scoperto al polo sud del pianeta Giove dalla sonda spaziale Juno della NASA. In particolare, è stato lo strumento JIRAM a catturare le prime immagini in cui si vede che la configurazione dei cicloni esistenti in quell’area è cambiata da un pentagono di cicloni che ne circonda uno centrale a un esagono, sempre attorno a uno centrale. Il nuovo ciclone sembra piccolo rispetto a quelli già esistenti ma la sua superficie è paragonabile a quella del Texas. Questa scoperta è stata compiuta durante un passaggio ravvicinato a Giove che segue una manovra necessaria a evitare che Juno finisse nell’ombra del pianeta per 12 ore. Senza essere alimentata dai pannelli solari, le sue batterie si sarebbero scaricate completamente e la sua temperatura sarebbe scesa a livelli letali.