March 2020

Concetto artistico dell'esopianeta K2-18b (Immagine cortesia Amanda Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulle potenziali condizioni di abitabilità dell’esopianeta K2-18b. Un team dell’Università britannica di Cambridge guidato da Nikku Madhusudhan ha condotto una serie di simulazioni basate sui possibili valori di massa, dimensioni e dati sull’atmosfera disponibili su di esso per creare vari modelli compatibili con le osservazioni. Secondo le conclusioni, in certe condizioni sulla sua superficie potrebbe esserci acqua liquida.

La regione dell'esplosione nel superammasso di Ofiuco

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’osservazione di quella che è stata definita la più grande esplosione scoperta nell’universo dopo il Big Bang e causata dal buco nero supermassiccio nella galassia al centro del superammasso di Ofiuco. Un team di astronomi guidato da Simona Giacintucci del Naval Research Laboratory ha combinato osservazioni condotte ai raggi X con i telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA e Chandra della NASA con quelle allea frequenze radio condotte con i radiotelescopi Murchison Widefield Array (MWA) e Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) per mappare la cavità generata da quell’evento cataclismico, grande circa 15 volte la Via Lattea.