April 2020

Concetto artistico dei due buchi neri supermassicci nella galassia OJ 287 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta le osservazioni il passaggio di un buco nero supermassiccio nel disco di materiali che circonda un altro oggetto dello stesso tipo ma ancor più massiccio nella galassia OJ 287. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Spitzer della NASA per monitorare quest’evento, che era stato previsto da un modello creato appositamente per tenere conto dell’ambiente estremo generato in particolare dal più grande dei due buchi neri, la cui massa è stimata attorno a 18 miliardi di volte quella del Sole. Questo modello, del 2018, è il più recente e tiene conto delle onde gravitazionali ma anche del teorema no-hair.

Possibile orbita di un asteroide centauro interstellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta prove dell’origine interstellare di alcuni asteroidi della famiglia dei centauri e di due oggetti transnettuniani. L’astronomo Fathi Namouni dell’Università della Costa Azzurra a Nizza, in Francia, e la collega Helena Morais dell’Università statale di San Paolo, in Brasile, hanno usato simulazioni al computer per ricostruire a ritroso le orbite di quegli asteroidi concludendo che probabilmente sono asteroidi interstellari catturati da un altro sistema che poteva essere molto più vicino quando il Sole e le stelle nate assieme a esso si erano appena formate.

Una schermata da una simulazione di un evento come GW190412

Un articolo pubblicato sul server arXiv riporta l’osservazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di due buchi neri con masse molto diverse. Gli scienziati delle collaborazioni LIGO e Virgo hanno usato i dati raccolti dai loro rilevatori per esaminare questa fusione, la prima in cui la massa dei due oggetti è così asimmetrica dato che le stime effettuate indicano che erano di 8 e 30 volte quella del Sole. L’evento, catalogato come GW190412, ha prodotto onde con forme diverse da quelle rilevate finora in fusioni tra oggetti di masse simili e contengono informazioni che hanno permesso di ottenere misure più precise delle proprietà fisiche della coppia. Ha permesso anche di condurre nuove verifiche della teoria della relatività generale, confermata anche stavolta.

Il cargo spaziale Progress MS-14 al decollo su un razzo vettore Soyuz 2.1a (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Progress MS-14 è decollata su un razzo vettore Soyuz 2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta ultra-veloce nella missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 75 o 75P. Dopo quasi 3 ore e mezza ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale attraccando al modulo Zvezda.

La cometa interstellare 2I/Borisov vista da ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulla cometa interstellare 2I/Borisov concentrato in particolare sulla sua composizione chimica che ne mette in luce l’abbondanza di monossido di carbonio e di acido cianidrico. Un team di ricercatori guidato da Martin Cordiner e Stefanie Milam del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato il radiotelescopio ALMA per esaminare le emissioni della cometa rilevando che il monossido di carbonio è presente nella sua chioma in una quantità che è tra 9 e 26 volte quella stimata per le comete del sistema solare. Ciò suggerisce che si sia formata in un’area molto fredda del suo sistema d’origine.