September 2020

Concetto artistico di due buchi neri che stanno per fondersi (Immagine cortesia Mark Myers, ARC Centre of Excellence for Gravitational Wave Discovery (OzGrav))

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano vari aspetti di un’analisi dei dati raccolti dalle collaborazioni LIGO e Virgo sulla fusione tra due buchi neri di cui sono state rilevate le onde gravitazionali nell’evento catalogato come GW190521. I due buchi neri coinvolti avevano masse fuori dal normale, stimate in 66 e 85 volte quella del Sole, per una massa totale di circa 150-151 volte quella del Sole. Il buco nero prodotto ha una massa stimata in 142 volte quella del Sole, il che significa che circa 9 masse solari sono state trasformate in energia durante quell’evento per formare un buco nero di massa intermedia, il primo osservato alla nascita.

Concetto artistico di flussi di gas attratti da una protostella (Immagine cortesia A. Mark Garlick )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di osservazioni del giovanissimo sistema di TW Hydrae nel quale per la prima volta sono state osservate direttamente le colonne di materiali che contribuiscono alla formazione di nuove stelle. Un team di ricercatori parte della collaborazione GRAVITY che gestisce lo strumento con quel nome montato sul VLTI dell’ESO in Cile l’ha usato per ottenere i migliori dettagli di sempre nello studio di TW Hydrae. Questa stella deve ancora completare la sua formazione perciò queste osservazioni forniscono nuovi dettagli su quei processi.