Prove di un legame tra un lampo radio veloce e una magnetar

Concetto artistico di una magnetar con il suo campo magnetico (Immagine cortesia McGill University Graphic Design Team)
Concetto artistico di una magnetar con il suo campo magnetico (Immagine cortesia McGill University Graphic Design Team)

Quattro articoli – due sono disponibili qui e qui – pubblicati sulla rivista “Nature” riportano altrettanti studi collegati a un lampo radio veloce catalogato come FRB 200428, la cui origine è stata associata a una magnetar catalogata come SGR 1935+2154. La collaborazione CHIME/FRB ha riportato le osservazioni condotte con il radiotelescopio CHIME, il secondo team di ricercatori ha riportato le osservazioni condotte con il radiotelescopio STARE2, il terzo team ha riportato le osservazioni condotte con il radio telescopio FAST, Bing Zhang dell’Università americana del Nevada ha pubblicato un articolo sui meccanismi fisici dei lampi radio veloci.

Un aumento di attività proveniente dalla magnetar SGR 1935+2154 è stato rilevato il 27 aprile 2020 dal telescopio spaziale Swift della NASA. Il giorno dopo, il lampo radio veloce che è stato catalogato come FRB 200428 è stato rivelato da vari radiotelescopi. Si trattava di un evento fuori dal normale dato che quelli tipici provengono dall’esterno della Via Lattea e sono decine di volte più intensi. Allo stesso tempo, altri osservatori hanno individuato emissioni di raggi X e gamma dalla magnetar, una stella di neutroni con un campo magnetico estremamente intenso. Il doppio evento con i picchi ai due estremi dello spettro elettromagnetico ha subito portato a considerare SGR 1935+2154 come probabile fonte e le analisi ora pubblicate da diversi team di ricercatori su “Nature” confermano quel sospetto.

Il lampo radio veloce è stato rilevato dai radiotelescopi Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME), Survey for Transient Astronomical Radio Emission 2 (STARE2) e Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope (FAST). Il segnale è stato molto più intenso di qualsiasi altro arrivato da una magnetar nella Via Lattea ma se fosse arrivato da un’altra galassia sarebbe stato come tanti lampi radio veloci rilevati finora. Ciò dà peso alla teoria che suggerisce che le magnetar possano essere le fonti di almeno parte dei lampi radio veloci.

Paul Scholz del Dunlap Institute of Astronomy and Astrophysics all’Università di Toronto della collaborazione CHIME/FRB, tra gli autori dell’articolo basato sulle osservazioni condotte con il radiotelescopio CHIME, ha osservato che, dati i grandi divari nell’energia e attività tra le fonti di lampi radio veloci più brillanti e attive e ciò che è stato osservato dalle magnetar, è possibile che siano necessarie magnetar più giovani ed energetiche per spiegare i lampi radio veloci.

Daniele Michilli del McGill Space Institute di Montreal, in Canada, anche lui parte della collaborazione CHIME/FRB e co-autore del relativo articolo, ha aggiunto che sarà necessario localizzare in modo preciso un lampo radio veloce in galassie vicine per ottenere la prova definitiva del legame con le magnetar. Nel frattempo, lui e i suoi colleghi stanno studiando i dati ottici di lampi radio veloci che sono già stati localizzati e conta di ottenere i primi risultati già nelle prossime settimane.

In sostanza, sono stati fatti passi avanti nella comprensione dei lampi radio veloci ma c’è ancora del lavoro da fare. Osservazioni di qualità di altri eventi aiuterà anche a capire i meccanismi di generazione di questi lampi dato che ci sono diversi modelli teorici.

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