
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla galassia CQ 4479, dove sono stati osservati un quasar, nucleo galattico attivo con un buco nero supermassiccio che sta divorando grosse quantità di materia, e allo stesso tempo un’intensa formazione stellare. Un team di ricercatori ha usato il telescopio voltante SOFIA per osservare CQ 4479 trovando questa situazione chiamata quasar freddo perché il nucleo galattico attivo è molto caldo ma la galassia contiene anche gas freddo che dà vita a nuove stelle. Si tratta di un caso raro che potrebbe mostrare un periodo dell’evoluzione di una galassia breve dal punto di vista astronomico prima che il quasar cominci a inibire la formazione stellare.
I quasar sono nuclei galattici attivi alimentati da un buco nero supermassiccio circondato da quantità notevoli di gas e polveri che vengono scaldati tanto da generare forti emissioni elettromagnetiche che li rendono gli oggetti più luminosi dell’universo. Secondo i modelli, quest’attività interferisce con la formazione stellare divorando gas e generando anche un campo magnetico che provoca l’espulsione di getti di materia molto carica di energia che riduce la presenza del gas freddo necessario alla formazione stellare.
In sostanza, i quasar soffocano le galassie che li ospitano o almeno così dovrebbe avvenire ma l’anno scorso, al 234° meeting della American Astronomical Society, tenutosi a St. Louis, Missouri, negli USA, è arrivato l’annuncio della scoperta di quelli che sono stati chiamati quasar freddi perché nelle galassie che li ospitano c’è ancora gas freddo in abbondanda che permette la continuazione della formazione stellare.
Allison Kirkpatrick dell’Università del Kansas aveva guidato il team che aveva scoperto i quasar freddi e fa parte del team che ha studiato la galassia CQ 4479. La ricercatrice ha paragonato il momento della vita di CQ 4479 a una crisi di mezz’età. Ciò perché essa sta passando attraverso un ultimo momento di intensa attività stellare mentre il quasar che sta per ucciderla sta iniziando ad avere effetto.
Il telescopio volante SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy) ha permesso ai ricercatori di esaminare per la prima volta nei dettagli un quasar freddo misurando direttamente la crescita del buco nero supermassiccio, il tasso di formazione stellare e la quantità di gas freddo disponibile per continuare la formazione stellare. Ciò è stato possibile rilevando le emissioni infrarosse della polvere riscaldata dal processo di formazione stellare. Quest’approccio ha permesso di osservare ciò che avviene attorno al nucleo galattico attivo nonostante la sua straordinaria luminosità, la quale rende difficili le osservazioni del resto della galassia.
L’immagine (Cortesia Cooke, et. al. Tutti i diritti riservati) mostra a sinistra un’osservazione della galassia CQ 4479 condotta con il telescopio volante SOFIA e sulla destra una composizione creata da osservazioni della galassia CQ 4479 condotte durante l’indagine SDSS.
Per verificare se la galassia CQ 4479 sia effettivamente nella fase iniziale della sua morte, sarà necessario esaminare altri quasar freddi per raccogliere più informazioni. Anche CQ 4479 richiede maggiore studio e i ricercatori hanno citato il radiotelescopio ALMA come strumento che potrebbe fornire informazioni preziose e il telescopio spaziale James Webb quando finalmente verrà lanciato. I quasar freddi possono rappresentare una fase della vita di certe galassie e studiarli aiuterà a capire meglio la loro evoluzione e la loro possibile morte.
