2020

I 15 dischi protoplanetari fotografati dal VLTI

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta il primo caso di osservazioni ad alta risoluzione agli infrarossi delle aree interne di 15 dischi protoplanetari compiute combinando i quattro telescopi dell’interferometro del VLT dell’ESO in Cile. Un team di ricercatori guidato da Jacques Kluska, della Katholieke Universiteit Leuven, in Belgio, ha usato lo strumento PIONIER per ottenere questo risultato, che mostra anche tracce di formazione planetaria. Questo tipo di osservazione offre nuove informazioni su questo processo.

I lander lunari di Dynetics, SpaceX e Blue Origin / National Team

La NASA ha annunciato la scelta di tre aziende per la progettazione e lo sviluppo di sistemi per l’allunaggio umano per il programma Artemis. Si tratta in sostanza di progetti per un lander lunare tra i quali ne verrà selezionato uno da costruire per la missione che secondo i piani dovrebbe riportare astronauti americani sulla Luna entro il 2024. Le aziende selezionate sono Blue Origin (in realtà primo appaltatore per un gruppo chiamato National Team), Dynetics e SpaceX. Questo stadio dello sviluppo prevede un periodo base di 10 mesi durante i quali le aziende e la NASA lavoreranno assieme ai progetti selezionati. Il valore totale del contratto è di 967 milioni di dollari.

Concetto artistico dei due buchi neri supermassicci nella galassia OJ 287 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta le osservazioni il passaggio di un buco nero supermassiccio nel disco di materiali che circonda un altro oggetto dello stesso tipo ma ancor più massiccio nella galassia OJ 287. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale Spitzer della NASA per monitorare quest’evento, che era stato previsto da un modello creato appositamente per tenere conto dell’ambiente estremo generato in particolare dal più grande dei due buchi neri, la cui massa è stimata attorno a 18 miliardi di volte quella del Sole. Questo modello, del 2018, è il più recente e tiene conto delle onde gravitazionali ma anche del teorema no-hair.

Possibile orbita di un asteroide centauro interstellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta prove dell’origine interstellare di alcuni asteroidi della famiglia dei centauri e di due oggetti transnettuniani. L’astronomo Fathi Namouni dell’Università della Costa Azzurra a Nizza, in Francia, e la collega Helena Morais dell’Università statale di San Paolo, in Brasile, hanno usato simulazioni al computer per ricostruire a ritroso le orbite di quegli asteroidi concludendo che probabilmente sono asteroidi interstellari catturati da un altro sistema che poteva essere molto più vicino quando il Sole e le stelle nate assieme a esso si erano appena formate.

Una schermata da una simulazione di un evento come GW190412

Un articolo pubblicato sul server arXiv riporta l’osservazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di due buchi neri con masse molto diverse. Gli scienziati delle collaborazioni LIGO e Virgo hanno usato i dati raccolti dai loro rilevatori per esaminare questa fusione, la prima in cui la massa dei due oggetti è così asimmetrica dato che le stime effettuate indicano che erano di 8 e 30 volte quella del Sole. L’evento, catalogato come GW190412, ha prodotto onde con forme diverse da quelle rilevate finora in fusioni tra oggetti di masse simili e contengono informazioni che hanno permesso di ottenere misure più precise delle proprietà fisiche della coppia. Ha permesso anche di condurre nuove verifiche della teoria della relatività generale, confermata anche stavolta.