2020

Schema degli anelli di fotoni attorno a un buco nero

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sulla possibilità di ottenere immagini nitide dei sottoanelli che formano l’anello di fotoni attorno a un buco nero. Un team di ricercatori guidato da Michael Johnson del Center for Astrophysics di Harvard ha lavorato sull’impresa annunciata quasi un anno fa con la pubblicazione della foto dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. Secondo i ricercatori, aggiungere un telescopio spaziale a quelli usati dalla collaborazione Event Horizon Telescope (EHT) permetterebbe di ottenere la chiarezza necessaria a distinguere uno dei sottoanelli, le cui caratteristiche permetterebbero di ottenere misurazioni più precise della massa del buco nero e altro ancora.

Eros Vanzella indica la regione di emissione Lyman-Alpha misurata con lo strumento MUSE (Foto cortesia Eros Vanzella / INAF. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di stelle primordiali che potrebbero appartenere alla cosiddetta Popolazione III, la prima generazione di stelle dell’universo. Un team di astrofisici guidato da Eros Vanzella e Massimo Meneghetti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Bologna ha usato dati raccolti con lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO e una potente lente gravitazionale generata dall’ammasso galattico MACS J0416.1-2403, o semplicemente MACS J0416, per ottenere immagini ingrandite di stelle che sembrano prive di metalli e composte solo da idrogeno, elio e tracce di litio.

Concetto artistico di TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla luminosità a raggi X e ultravioletti di TRAPPIST-1, la stella nana ultra-fredda diventata celebre dopo la conferma che ha un sistema di 7 pianeti rocciosi. Un team di ricercatori ha usato un metodo Monte Carlo basato su Catena di Markov per calcolare le radiazioni ricevute nel corso del tempo da quei pianeti concludendo che la stella ha avuto elevati livelli di emissioni di raggi X e ultravioletti per parecchi miliardi di anni causando si suoi pianeti una notevole erosione atmosferica e perdita di composti volatili. I ricercatori hanno anche dimostrato che il software libero / open source approxposterior può replicare la loro analisi in tempi molto più rapidi rispetto a emcee, un software usato per quel tipo di calcoli. Ciò aiuterà a studiare altre nane rosse per valutare l’abitabilità dei pianeti che sempre più vengono trovati attorno a nane rosse.

Diagramma di posizione e distanza degli oggetti transnettuniani rilevati

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” presenta un catalogo di 316 oggetti transnettuniani rilevati dall’indagine Dark Energy Survey (DES) nel corso dei primi quattro anni di operazioni. Un team guidato da Pedro Bernardinelli ha analizzato i dati raccolti con un paziente lavoro di eliminazione degli oggetti fissi per poi concentrarsi su quelli transitori fino a ottenere l’identificazione di 245 oggetti già conosciuti e 139 che erano finora sconosciuti. Essi si trovano a distanze tra 30 e oltre 90 volte quella della Terra dal Sole. La loro rilevazione aiuterà a capire la loro origine e in generale la fascia di Kuiper, dove qualcuno pensa che possa esserci un altro pianeta.

Il cratere Moreux su Marte

L’ESA ha pubblicato nuove foto del cratere Moreux sul pianeta Marte scattate dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Si tratta di un cratere da impatto ma mostra caratteristiche diverse dal normale, considerate il frutto di erosione causata da processi glaciali. Probabilmente glaciazioni hanno avuto luogo in diversi periodi dato che le tracce geologiche presenti nell’area suggeriscono che sono avvenute anche negli ultimi milioni di anni. Un altro motivo di interesse per questo cratere è la presenza di dune al suo interno, che forniscono informazioni sui venti che soffiano nell’area.