2020

concetto artistico del sistema di GJ180 (Immagine cortesia Robin Dienel, Carnegie Institution for Science)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” riporta l’identificazione di cinque nuovi esopianeti, la rilevazione di otto candidati esopianeti che andranno verificati e la conferma di tre esopianeti rilevati in precedenza ma non ancora confermati. Un team di astronomi guidato da Fabo Feng e Paul Butler della Carnegie Institution for Science ha selezionato e rianalizzato dati accumulati nell’indagine condotta con lo strumento UVES montato sul VLT dell’ESO usando altri strumenti di verifica. Due dei nuovi esopianeti sono super-Terre nella zona abitabile del loro sistema, le prime di questo tipo che orbitano attorno a nane rosse a non essere in rotazione sincrona, un fattore positivo perché avere sempre giorno su una faccia e sempre notte sull’altra genera temperature estreme che abbassano le probabilità che vi nasca la vita.

Nuove conferme che il fosforo è stato portato sulla Terra da comete

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio che traccia il viaggio del fosforo dalla formazione nelle stelle fino alle comete. Un team di ricercatori guidato da Víctor Rivilla dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato il radiotelescopio ALMA e dati raccolti dallo strumento ROSINA della sonda spaziale Rosetta dell’ESA sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko per capire dove il fosforo si formi e come le comete possano averlo portato sulla Terra, dove è indispensabile per le forme di vita.

Granello del meteorite Murchison largo 8 micron (Immagine cortesia Janaína N. Ávila)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta la datazione di granelli di carburo di silicio che facevano parte del meteorite Murchison, che risalgono a tempi diversi con il più antico che risale a circa 7 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori guidato da Philipp Heck dell’Università di Chicago ha analizzato particelle contenute nel meteorite Murchison esaminando gli elementi contenuti e in particolare gli isotopi di neon prodotti da raggi cosmici galattici che hanno colpito quei granelli nel corso del tempo.

Una mappatura dei moti del plasma negli ammassi galattici di Perseo e della Chioma

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophyiscs” riporta la mappatura della distribuzione e del moto di gas caldo all’interno degli ammassi galattici di Perseo e della Chioma. Un team di ricercatori guidato da Jeremy Sanders del Max Planck Institute per la fisica extraterrestre di Garching, in Germania, che include anche Ciro Pinto dell’INAF ha usato in particolare il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per studiare quei due grandi ammassi e rilevare il gas che, a temperature elevatissime e sotto forma di plasma, brilla ai raggi X. Questa mappatura offre nuove informazioni sulla formazione e sull’evoluzione degli ammassi galattici.

Nuovi dettagli del centro della Via Lattea osservati dal telescopio volante SOFIA

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati iniziali di un’indagine sul centro della Via Lattea condotto usando il telescopio volante SOFIA per catturare dettagli agli infrarossi finora mai visti e quindi utili a mappare un’area con una lunghezza di 600 anni luce. Un team di ricercatori ha integrato quelle osservazioni con dati raccolti in precedenza usando il telescopio spaziale Spitzer della NASA e l’osservatorio spaziale Herschel dell’ESA ottenendo una mappa del centro della galassia utile ad esempio a capire dove si concentrano gas in grado di portare alla nscita di nuove stelle, come alcune delle stelle più massicce della Via Lattea si siano formate in una regione relativamente piccola o dove sono i materiali che potrebbero essere divorati dal buco nero supermassiccio al centro della galassia.