
Un articolo pubblicato rulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sull’ammasso galattico Abell 2877 condotto con il radiotelescopio MWA che ha individuato una nube di plasma con una forma simile a quella di una medusa. Un team guidato da Torrance Hodgson dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR) che include due ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha osservato Abell 2877 a diverse frequenze radio e, quando ha abbassato la frequenza, ha scoperto quella struttura cosmica visibile per poco tempo e solo a pochissime frequenze. Potrebbe trattarsi di plasma espulso circa due miliardi di anni fa da buchi neri supermassicci di diverse galassie che si è mescolato proprio quando onde d’urto hanno attraversato l’ammasso, riaccendendo il plasma per un periodo che è molto breve dal punto di vista astronomico.
Questa nube cosmica appare dalla Terra con una dimensione che è oltre un terzo di quella della Luna ed era apparsa per la prima volta nell’indagine GLEAM (GaLactic and Extragalactic All-sky MWA) condotta con il radiotelescopio MWA (Murchison Widefield Array), un precursore dello SKA, il radiotelescopio di prossima generazione. Franco Vazza dell’Università di Bologna e associato INAF, tra gli autori dello studio, ha spiegato che ha uno spettro di emissione ripido (in inglese ultra-steep spectrum), cioè ha un’emissione molto superiore a frequenze basse che a quelle alte. Ciò e la sua forma particolare avevano portato i ricercatori a osservare la stessa area più a lungo sfruttando l’aggiornamento al MWA che era stato effettuato nel frattempo.
L’immagine (Torrance Hodgson, ICRAR/Curtin University) mostra una composizione con la struttura a forma di medusa nell’ammasso galattico Abell 2877 mostrata in rosso/giallo a una frequenza di 118 MHz con i dati a frequenze ottiche della Digitalized Sky Survey sullo sfondo e rilevazioni a raggi X in magenta rilevati dal telescopio spaziale XMM-Newton.
Quella sorta di medusa cosmica formata da plasma è fuori dal normale perché è visibile solo a certe frequenze nella banda radio FM ma scompare già a 200 MHz. Ciò perché le emissioni crollano con l’aumentare delle frequenze, mentre nelle fonti note il calo di emissioni è molto più contenuto. Ciò indica che gli elettroni che emettono onde radio sono accelerati da un processo molto poco efficiente in una fase molto breve di attività rilevata per caso.
I ricercatori hanno creato simulazioni al computer per cercare di spiegare la natura di quella medusa cosmica. I risultati suggeriscono che elettroni emessi circa 200 milioni di anni prima da due radiogalassie nell’ammasso Abell 2877 si siano mescolati e siano stati attraversati da un’onda d’urto.
La formazione della struttura risale probabilmente a molto prima, forse a due miliardi di anni fa. Buchi neri supermassicci in diverse galassie dell’ammasso Abell 2877 hanno emesso potenti getti di plasma che è rimasto inerte finché non si è mescolato e allo stesso tempo è stato colpito dalle onde d’urto che hanno attraversato Abell 2877. Si tratta di un fenomeno con una vita brevissima dal punto di vista astronomico e che è stato rilevato solo per caso grazie a uno strumento sensibile come il radiotelescopio MWA, costruito per sviluppare nuove tecnologie in fase di perfezionamento che verrano impiegate nel progetto SKA.
Il radiotelescopio SKA sarà migliaia di volte più sensibile del suo precursore MWA e avrà una risoluzione molto superiore perciò potrà essere usato per studiare la struttura di Abell 2877 e altri fenomeni transitori che possono essere rilevati solo in condizioni particolari. Progetti ambiziosi come SKA vengono sviluppati proprio per vedere dove sembrava che non ci fosse nulla di interessante.
