
Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta la scoperta della nana bianca con la maggior velocità di rotazione conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato lo strumento HiPERCAM montato sul Gran Telescopio Canarias (GTC) per riuscire a misurare la velocità di rotazione della nana bianca catalogata come Lamost J024048.51+195226.9, o semplicemente J0240+1952. La rotazione in 24,93 secondi la rende la più veloce nella sua categoria. L’esame ha anche permesso di stabilire che si tratta di un sistema a elica magnetica in cui la nana bianca ruba gas a una compagna per poi espellerlo nello spazio velocità molto elevate a causa del suo intenso campo magnetico.
Le nane bianche sono ciò che rimane di una stella con una massa simile a quella del Sole alla fine della sua normale vita. Nel caso di J0240+1952, le sue dimensioni sono vicine a quelle della Terra perché il nucleo della stella progenitrice si è compattato fino a raggiungere quelle dimensioni anche se la sua massa è circa 200.000 volte quelle della Terra.
La nana bianca J0240+1952 è cambiata nel corso del tempo a causa delle interazioni con la compagna. Quando ha cominciato a rubare gas alla compagna, quel gas precipitava su di essa a velocità molto elevate, fornendo l’energia che ha progressivamente aumentato la sua velocità di rotazione.
A un certo punto della sua evoluzione, la nana bianca J0240+1952 ha sviluppato un forte campo magnetico, che ha cominciato ad agire come una barriera. Per questo motivo, una parte del gas che strappa alla compagna ha cominciato a essere espulsa nello spazio in quello che secondo i ricercatori è un esempio di sistema chiamato a elica magnetica (in inglese magnetic propeller system).
La crescita del campo magnetico ha aumentato nel corso del tempo la parte di gas espulsa. Ciò che rimane viene guidato verso i poli magnetici di J0240+1952, dove si concentra in macchie luminose sulla sua superficie. Quella luminosità genera quelle che, a causa della rotazione della nana bianca, appaiono come pulsazioni e ciò ha permesso di misurare la velocità di rotazione.
I materiali espulsi sono stati osservati per la prima volta nel 2020 ma pochi strumenti sono in grado di offrire osservazioni delle pulsazioni della qualità necessaria a misurarne la velocità. Per questo motivo è stato necessario usare la HiPERCAM, uno strumento molto sensibile montato sul GTC e attivato nel febbraio 2018. Il tempo di 24.93 secondi per rotazione misurato batte il precedente record, che era detenuto da WZ Sagittae con 29 secondi circa per rotazione.
Ingrid Pelisoli dell’Università britannica di Warwick, prima autrice dell’articolo, ha spiegato che la rotazione della nana bianca J0240+1952 è talmente veloce che per rimanere integra deve avere una massa superiore alla media di quel tipo di oggetto.
La nana bianca J0240+1952 rappresenta una scoperta importante anche come sistema a elica magnetica. Infatti, finora il sistema di AE Aquarii era l’unico di quel tipo scoperto in oltre 70 anni dato che l’annuncio della sua scoperta era stato pubblicato nel 1949.
La nana bianca J0240+1952 sembra davvero straordinaria e per questo motivo continuerà a essere studiata. I ricercatori intendono usarla per verificare il modello per il sistema a elica magnetica sviluppato per AE Aquarii. Un’altra parte del suo studio consisterà nel monitorare la sua velocità di rotazione perché si aspettano che rallenti rapidamente nel tempo.
