2021

Concetto artistico dell'esopianeta L 98-59b e della sua stella (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sui pianeti che orbitano attorno alla stella nana rossa L 98-59. Un team di ricercatori che ne include molti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare le caratteristiche di tre esopianeti già conosciuti concludendo che il più interno ha una massa che è circa metà di quella di Venere. C’era qualche dubbio sulla natura del pianeta più esterno e questo studio suggerisce che si tratti di un pianeta roccioso che contiene una gran quantità di acqua. I ricercatori hanno trovato prove della presenza di un quarto pianeta e indizi che ce ne potrebbe essere un quinto.

Concetto artistico del Sole com'era 4 miliardi di anni fa (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Conceptual Image Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla stella Kappa 1 Ceti, molto simile al Sole per dimensioni e massa ma molto più giovane avendo un’età stimata tra 600 e 750 milioni di anni. Un team di ricercatori coordinato dal Goddard Space Flight Center della NASA ha predetto alcune caratteristiche di Kappa 1 Ceti difficili da misurare usando modelli informatici che si basano su dati raccolti da vari telescopi spaziali della NASA e dell’ESA. I risultati aiutano a capire come fosse il Sole quasi quattro miliardi di anni fa, quando poteva emettere superbrillamenti, per ricostruire l’influenza della sua attività sulla Terra primordiale e sulla vita primordiale.

Il processo che è stato definito di nutrimento nucleare del buco nero supermassiccio della galassia NGC 1566

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul processo di alimentazione del buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 1566. Un team di ricercatori guidato da Almudena Prieto dell’Instituto di Astrofísica delle Canarie (IAC) ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble, il VLT e il radiotelescopio ALMA in Cile per riuscire a visualizzare filamenti di polvere interstellare che si separano e successivamente si dirigono verso il buco nero supermassiccio, a cui si avvicinano in una traiettoria a spirale che alla fine li porta a essere inghiottiti. Quei filamenti potrebbero oscurare il centro di molte galassie con nuclei galattici attivi.

Andromeda vista dal Sardinia Radio Telescope a 6,6 GHz

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla galassia di Andromeda basato sulla migliore immagine catturata a microonde. Un team di ricercatori coordinato dal professor Elia Battistelli del dipartimento di fisica della Sapienza ha usato il Sardinia Radio Telescope (SRT) e la sua possibilità di lavorare a elevate frequenze radio per creare una mappa di Andromeda a 6,6 GHz, una frequenza rilevata per la prima volta che colma una lacuna negli studi della galassia considerata una sorta di sorella della Via Lattea. Ciò ha aiutato a capire meglio i processi in atto all’interno di Andromeda individuando le aree di formazione stellare.

I satelliti Star One D2 ed Eutelsat Quantum al decollo su un razzo Ariane 5 (Immagine cortesia Arianespace)

Poche ore fa, i satelliti di telecomunicazioni Star One D2 ed Eutelsat Quantum sono stati lanciati dallo spazioporto di Kourou, nella Guiana francese, per essere inviati in un’orbita geostazionaria. Dei due satelliti, Eutelsat Quantum era quello davvero speciale dato che è il primo satellite commerciale totalmente riprogrammabile in orbita per rispondere ai cambiamenti nelle necessità delle trasmissioni e aggiornare la sicurezza delle comunicazioni criptate. Ha una vita utile prevista di 15 anni.