2021

La nebulosa N44 (Immagine NASA, ESA, V. Ksoll and D. Gouliermis (Universität Heidelberg), et al.; Processing: Gladys Kober (NASA/Catholic University of America))

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble di N44, una nebulosa a emissione nella Grande nube di Magellano. La sua catalogazione è dovuta al fatto che splende a causa di emissioni elettromagnetiche generate dalla ionizzazione causata dalle stelle presenti in quell’area. Una formazione davvero curiosa al suo interno è quella che è stata chiamata una superbolla, una sorta di cavità all’interno di N44 ancora senza una spiegazione certa. I venti stellari nella nebulosa non sembrano avere le caratteristiche necessarie perciò l’ipotesi maggiormente considerata è che la cavità sia stata scavata da supernove.

Acqua e monossido di carbonio nella galassia SPT0311-58 vista dal radiotelescopio ALMA

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno su “Nature Astronomy”, riportano altrettante ricerche su molecole rilevate nell’universo primordiale grazie al radiotelescopio ALMA. Un team guidato dall’astronoma Sreevani Jarugula dell’Università dell’Illinois, negli USA, ha rilevato la presenza di acqua nella galassia SPT0311-58, distante circa 12,88 miliardi di anni luce dalla Terra la più lontana mai rilevata in una galassia senza un nucleo galattico attivo. Un team guidato da Maximilien Franco della University of Hertfordshire, nel Regno Unito, ha rilevato la presenza di acido fluoridrico nella galassia NGP–190387, distante circa 12 miliardi di anni luce dalla Terra. In questo caso, la scoperta è importante anche perché i meccanismi di produzione del fluoro non sono molto chiari e rilevarne la presenza quando l’universo aveva circa 1,4 miliardi di anni indica che le cosiddette stelle di Wolf–Rayet devono costituire un’importante fonte di quest’elemento.

Tre galassie simulate nel progetto IllustrisTNG

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta i primi risultati di un’analisi dei dati del terzo rilascio (Data Release 3, DR3) dell’indagine astronomica Lega-C, la più vasta indagine spettroscopica di galassie che potremmo definire di mezza età dato che le vediamo com’erano tra cinque e otto miliardi di anni fa circa. Essa offre informazioni fondamentali per capire a fondo certe fasi dell’evoluzione delle galassie e della formazione stellare al loro interno. Una buona notizia offerta da un team di ricercatori guidato da Po-Feng Wu dell’Institute of Astronomy and Astrophysics di Taipei (Taiwan) che include Anna Gallazzi e Stefano Zibetti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) è il buon accordo tra le simulazioni del programma IllustrisTNG e delle osservazioni condotte in quella sorta di censimento che è stato Lega-C.

Giove visto a infrarossi e luce visibile

Vari articoli pubblicati sulle riviste “Science”, “Journal of Geophysical Research: Planets” e “Geophysical Research Letters” riportano vari risultati delle ricerche condotte sull’atmosfera del pianeta Giove. Vari team di ricercatori hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA per ottenere vari risultati. Per la prima volta è stato possibile creare una ricostruzione tridimensionale dell’atmosfera gioviana che offre una migliore comprensione del funzionamento delle bande che avvolgono il pianeta e sono conosciute come cinture e zone, dei cicloni polari e della Grande Macchia Rossa.