Il lampo gamma corto GRB 211106A è uno degli eventi più brevi ed energetici di questo tipo

Concetto artistico degli eventi che hanno generato il lampo gamma breve GRB 211106A (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), M. Weiss (NRAO/AUI/NSF))
Concetto artistico degli eventi che hanno generato il lampo gamma breve GRB 211106A (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), M. Weiss (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati delle analisi delle rilevazioni del lampo gamma corto catalogato come GRB 211106A condotte grazie al radiotelescopio ALMA. Un team di ricercatori ha esaminato la luce residua generata dall’interazione con il gas che li circonda dei getti che accompagnano il lampo gamma e si muovono a una velocità vicina a quella della luce. Si tratta del primo caso in cui ALMA è stato usato per esaminare un evento di questo tipo e altre osservazioni sono state condotte con il VLA e vari telescopi spaziali. L’insieme di dati ottenuto copre le varie bande elettromagnetiche e ha permesso ai ricercatori di concludere che quel lampo gamma è stato generato dalla fusione di due stelle di neutroni.

I lampi gamma corti hanno una durata di una frazione di secondo e ciò rende difficile la loro rilevazione. Nel caso di GRB 211106A, è stato uno strumento specializzato a rilevarlo dall’orbita terrestre, il satellite Swift della NASA. I primi dati ottenuti non hanno permesso di individuare il punto di origine di quel lampo gamma corto e in casi del genere la luce residua diventa cruciale per ottenere le informazioni necessarie agli studi.

Prima che il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) venisse attivato nel marzo 2013 era difficile esaminare la luce residua di un lampo gamma corto anche quando le sue emissioni erano presenti nella banda radio. Si tratta di uno dei casi in cui la potenza e la sensibilità di ALMA possono fare la differenza e ciò è stato vero anche nel caso di GRB 211106A.

Rilevazioni con altri strumenti sensibili in altre bande elettromagnetiche possono aggiungere informazioni fondamentali per ottenere un ritratto completo dell’evento. Ciò è stato vero nel passato per studiare una kilonova, come viene chiamata la fusione tra due stelle di neutroni, e anche in questo caso vari strumenti hanno completato le osservazioni della luce residua di GRB 211106A.

Nel caso di GRB 211106A, sono state le emissioni elettromagnetiche a rivelare la fusione tra due stelle di neutroni ma non ci sono rilevazioni di onde gravitazionali dato che l’evento risale a un periodo di pausa tra le campagne di osservazioni dei rilevatori LIGO e Virgo. Si è trattato di uno dei lampi gamma più brevi ed energetici mai rilevati perciò le sue emissioni possono essere catturate anche dagli strumenti sulla Terra e nella sua orbita anche se la fonte è distante miliardi di anni luce.

Le osservazioni della luce residua dell’evento GRB 211106A continueranno a essere analizzate alla ricerca di nuove informazioni sui lampi gamma corti e sulle fusioni di stelle di neutroni che generano almeno una parte di essi. Ora che finalmente il telescopio spaziale James Webb ha cominciato la sua missione scientifica sarà anche possibile osservare le galassie in cui sono avvenuti questi eventi agli infrarossi. Sappiamo che le fusioni di stelle di neutroni generano elementi come oro e platino e l’analisi spettrografica delle emissioni potrebbero dirci di più anche su questi processi.

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