2022

Concetto artistico dell'esopianeta Wasp-103b e della sua stella (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dell’esopianeta Wasp-103b che offre le prove della sua forma ovale. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale CHEOPS dell’ESA per avere la precisione necessaria per valutare la forma anomala di questo gigante gassoso. Essa è dovuta alle potenti forze mareali della sua stella, un po’ più grande e massicca del Sole, su questo pianeta a causa della loro vicinanza. Infatti, Wasp-103b è così vicino alla sua stella che il suo anno dura un po’ meno di un giorno terrestre.

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1708 b e della sua luna (Immagine cortesia Helena Valenzuela Widerström)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di una candidata esoluna che è stata catalogata come Kepler-1708 b-i. Un team di ricercatori guidato da David Kipping della Columbia University ha analizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA con lo specifico scopo di cercare possibili lune attorno agli esopianeti scoperti grazie a Kepler. Il gigante gassoso Kepler-1708 b, delle dimensioni di Giove, ha un segnale che indica la possibile presenza di una luna che sarebbe un po’ più piccola del pianeta Nettuno.

Il polo nord di Giove con otto cicloni che circondano un ciclone centrale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Physics” descrive similitudini tra i cicloni presenti ai poli del pianeta Giove e i vortici esistenti negli oceani terrestri. Un team di ricercatori che ne include alcuni dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha usato immagini catturate dalla sonda spaziale Juno della NASA dei cicloni gioviani per studiarli, confrontarli con analoghi fenomeni oceanici e descriverli applicando la fluidodinamica geofisica. La conclusione è che anche i cicloni gioviani sono prodotti e continuano la loro esistenza grazie a fenomeni di convezione che portano masse di gas caldo a salire verso l’alto per poi raffreddarsi e scendere nuovamente negli strati più profondi dell’atmosfera gioviana.

Concetto artistico dell'eplosione di una supergigante rossa (Immagine cortesia W.M. Keck Observatory/Adam Makarenko)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta le osservazioni della supernova catalogata come SN 2020tlf, il primo caso in cui astronomi hanno osservato una stella supergigante rossa nel periodo immediatamente precedente all’esplosione. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Pan-STARRS alle Hawaii per rilevare i cambiamenti in atto nella supergigante rossa nell’estate nel 2020 per poi usare gli strumenti NIRES e DEIMOS dell’Osservatorio Keck, sempre alle Hawaii, per le prime rilevazioni spettrografiche delle emissioni della supernova nell’autunno del 2020. Successivamente, altri strumenti hanno aggiunto dati sulla supernova. Gli astronomi si aspettavano che una supergigante rossa passasse attraverso un periodo di tranquillità prima di esplodere, invece la progenitrice di SN 2020tlf ha emesso forti radiazioni nell’ultimo anno di vita.

Illustrazione del telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA GSFC/CIL/Adriana Manrique Gutierrez)

Nella serata di ieri la NASA ha confermato il successo del completamento dell’apertura di tutti i componenti del telescopio spaziale James Webb. Lanciato il 25 dicembre 2021, questo telescopio spaziale di nuova generazione ha richiesto parecchi giorni di complesse operazioni per dispiegare le varie strutture che lo compongono per raggiungere la propria configurazione finale. Si trattava di una fase cruciale che includeva anche dei rischi nel caso in cui uno dei sistemi non avesseo funzionato correttamente. Ora si apre la nuova fase, quella della calibrazione degli strumenti, laboriosa al punto che richiederà diversi mesi prima che il James Webb possa finalmente cominciare la sua missione scientifica.