
Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sulla galassia NGC 1386 che mostra come nelle sue regioni centrali siano in atto processi di formazione stellare nonostante contenga soprattutto stelle antiche. Un team di ricercatori guidato dall’astronoma Almudena Prieto dell’Instituto de Astrofísica de Canarias in Spagna ha combinato osservazioni condotte alla luce visibile e nell’infrarosso vicino con il VST dell’ESO e alle onde radio con il radiotelescopio ALMA per studiare quei processi che stanno apportando una sorta di ringiovanimento all’interno di NGC 1386.
Nell’immagine (ESO/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/A. Prieto et al./Fornax Deep Survey), un anello blu nella fase centrale della galassia NGC 138 mostra ammassi stellari che sono giovanissimi in termini astronomici. In quello che appare quasi come un anello dorato più esterno ci sono nubi di gas in cui altre stelle si formeranno.
Distante circa 53 milioni di anni luce dalla Terra, NGC 138 è una cosiddetta galassia di Seyfert, una classe caratterizzata dalla presenza di un nucleo galattico attivo che genera potenti emissioni elettromagnetiche. Per la sua forma, è classificata sia come galassia a spirale che come galassia lenticolare. Contiene soprattutto stelle vecchie ma al suo interno si stanno formando stelle nuove.
Questo nuovo studio della galassia NGC 138 ha riguardato i processi che hanno portato alla formazione di nuovi ammassi stellari nelle sue regioni centrali, attorno al nucleo galattico. Il VST (VLT Survey Telescope) all’Osservatorio Paranal in Cile ha permesso di osservare alla luce visibile e nell’infrarosso vicino quegli ammassi che hanno un’età stimata attorno ai quattro milioni di anni, davvero pochi in termini astronomici. Si tratta della prima osservazioni di una formazione stellare simultanea così vasta in una galassia che contiene soprattutto stelle vecchie.
Lo stesso studio ha mostrato la presenza in una struttura quasi ad anello più esterna rispetto ai giovani ammassi stellari di nubi di gas dai quali potranno nascere altre stelle. In questo caso, la formazione stellare deve ancora iniziare e ci vorranno alcuni milioni di anni prima che sulla Terra si possano vedere i risultati con nuova luce.
La galassia NGC 1386 ha un nucleo galattico attivo e ciò significa che al suo centro c’è un buco nero supermassiccio circondato da materiali che vengono scaldati notevolmente dalle interazioni gravitazionali. Gli astronomi stanno studiando gli effetti di questi oggetti estremi sulle galassie che li ospitano. Nel caso di NGC 1386, potrebbe esserci un legame tra quell’attività e la formazione stellare che sta in qualche modo ringiovanendo la galassia. Sono tutti motivi per cui continuerà a essere studiata.
