2024

La coppia di quasar fotografata dalla Hyper Suprime-Cam montata sul telescopio Subaru

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta della coppia di quasar in fase di fusione più distante conosciuta. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni del telescopio Subaru con il Gemini Nord per trovare le tracce di questa coppia di quasar che vediamo com’erano circa 900 milioni di anni dopo il Big Bang.

Studiare questa coppia di quasar può offrire nuove informazioni sull’epoca della reionizzazione, il periodo iniziato circa 400 milioni di anni dopo il Big Bang che è stato cruciale nella storia dell’universo. È l’epoca in cui l’idrogeno neutro che bloccava la luce venne ionizzato, con la conseguenza che l’universo divenne il luogo luminoso che conosciamo oggi. Un articolo accettato per la pubblicazione su una rivista della American Astronomical Society offre ulteriori analisi basate su osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA.

Una rappresentazione artistica di due fasi della formazione di un disco di gas e polveri attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia SDSS1335+0728

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati dell’osservazione di una nuova attività del buco nero supermassiccio al centro della galassia catalogata come SDSS J133519.91+072807.4 e chiamata “semplicemente” SDSS1335+0728. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con vari strumenti per osservare un aumento della luminosità di questa galassia. Ciò aveva portato già alla fine del 2019 all’inclusione tra quelle con un nucleo galattico attivo.

Il sistema WL20S in una combinazione di osservazioni di ALMA e Webb

Al 244° Meeting of the American Astronomical Society è stato presentato uno studio di quella che è risultata essere una coppia di stelle nel gruppo WL20, catalogata come WL20S. Gli autori di questo studio hanno combinato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA e con il telescopio spaziale James Webb per ottenere le informazioni necessarie a stabilire che in quel sistema ci sono due giovani stelle, e non una come pensavano gli astronomi, che si sono formate tra 2 e 4 milioni di anni fa. Entrambe le stelle sono circondate da dischi di materiali nei quali potrebbero esserci pianeti in formazione e getti paralleli di materiali emessi dalle due stelle.

Il vulcano di Ceraunius Tholus visto dallo strumento CaSSIS della sonda spaziale TGO con la brina in un colore bluastro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta la rilevazione di brina sui vulcani della regione di Tharsis su Marte. Un team di ricercatori che include Giovanni Munaretto dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati ottenuti da due sonde spaziali dell’ESA, la TGO della missione ExoMars e Mars Express, che hanno permesso di scoprire per la prima la presenza di acqua ghiacciata sulla superficie marziana all’equatore del pianeta rosso. Nelle caldere degli enormi vulcani di Tharsis sono stati avvistati depositi blu riconducibili a ghiaccio d’acqua che sono presenti solo al mattino per poi evaporare qualche ora dopo.

Viste della navicella spaziale CST-100 Starliner Calypso mentre si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale nella missione Boe-CFT (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale CST-100 Starliner Calypso di Boeing è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale compiendo la prima parte della sua missione Boe-CFT (Boeing Crewed Flight Test) iniziata con il lancio avvenuto poco più di 24 ore prima. Dopo le verifiche che la pressione fosse stata correttamente equilibrata, il portello è stato aperto per permettere a Butch Wilmore e Suni Williams di entrare nella Stazione e cominciare la loro missione, che durerà circa una settimana.