
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta uno studio sulle collinette di Mawrth Vallis, una valle sul pianeta Marte considerata molto interessante per le tracce dell’antichissima presenza di acqua liquida. Un team di ricercatori della della Open University e del Museo di Storia Naturale di Londra hanno usato dati raccolti da diverse sonde spaziali per compiere analisi geomorfologiche e spettroscopiche delle collinette. Le loro conclusioni sono che si tratta dei resti che si sono formati tramite erosione dalla ritirata dell’altopiano nel periodo Noachiano, tra 4,1 e 3,7 miliardi di anni fa. Per questo motivo, ritengono che esse costituiscano una sorta di archivio stratigrafico dei cambiamenti nella presenza dell’acqua nella Mawrth Vallis.
I ricercatori che stanno ricostruendo la storia geologica di Marte stanno studiano da anni la Mawrth Vallis, che fa parte del quadrangolo di Oxia Palus, è collegata all’altopiano di Arabia Terra e termina nella pianura di Chryse Planitia. Foto di quest’area sono state catturate parecchi anni fa dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA e si tratta solo di una delle occasioni in cui la regione è stata fotografata dall’orbita. Le oltre 15.000 collinette sparse per l’area che si estende fino a Chryse Planitia avevano un’origine incerta ma questo nuovo studio offre una risposta al mistero.
La presenza di materiali argillosi in tutta l’area è ben conosciuta da anni e costituisce un punto di partenza di questo nuovo studio. In questa nuova ricostruzione, i rilievi erano anticamente immersi nell’acqua ma il collasso dell’atmosfera marziana portò alla ritirata dell’altopiano e all’erosione che ha lasciato solo le odierne collinette.
Le falde argillose che si sono formate a causa dell’interazione tra acqua e rocce sembrano schiacciate tra strati non argillosi più vecchi sotto di esse e più recenti sopra di esse. Secondo i ricercatori, questo tipo di formazione rappresenta una sorta di archivio degli eventi gelogici avvenuti nel corso del Noachiano.
Gli studi legati alla presenza dell’acqua sono importanti ma ci sono anche quelli legati alla cosiddetta dicotomia marziana, cioè la differenza tra le caratteristiche geologiche dell’emisfero settentrionale e quello meridionale di Marte. gli autori di questo studio offrono prove di un forte collegamento tra la formazione e l’alterazione delle collinette, la pianura e la morfologia della dicotomia in quella regione.
Il rover Rosalind Franklin della missione ExoMars dovrebbe atterrare nella regione di Oxia Planum, anch’essa nel quadrangolo di Oxia Palus e non lontana dalla Mawrth Vallis, con la quale ha in comune la passata presenza di acqua. Questa missione è iniziata come collaborazione tra ESA e l’agenzia spaziale russa Roscosmos ma la cessazione della collaborazione con la Russia ha costretto a modifiche progettuali con un coinvolgimento della NASA.
La speranza è che il rover Rosalind Franklin venga lanciato nel 2028 per unirsi alla sonda spaziale TGO (Trace Gas Orbiter), il primo veicolo della missione ExoMars già in orbita attorno al pianeta rosso. Uno scopo fondamentale è la ricerca di materiali organici che possono essersi conservati nel sottosuolo. Lì è più probabile che esistano possibili tracce di forme di vita, presenti o passate. Di sicuro verranno trovate nuove informazioni sulla storia geologica di Marte.
