È un successo l’allunaggio del lander Blue Ghost M1 di Firefly Aerospace

Rappresentazione grafica del Blue Ghost M1 sulla superficie lunare (Immagine cortesia NASA / Firefly Aerospace)
Rappresentazione grafica del Blue Ghost M1 sulla superficie lunare (Immagine cortesia NASA / Firefly Aerospace)

Poco fa il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace ha tentato l’allunaggio nel Mare Crisium. Si è trattato di una manovra autonoma che ha costituito il passo fondamentale di quella che viene indicata come Mission 1. Dopo il completamento della frenata e l’effettivo contatto con la superficie della Luna, Blue Ghost ha inviato segnali dai suoi sensori offrendo conferme del suo successo. Dopo poco più di mezz’ora ha cominciato a inviare immagini della superficie lunare.

Lanciato il 15 gennaio scorso, il lander Blue Ghost rappresenta il primo tentativo da parte di Firefly Aerospace di far atterrare un veicolo robotico sulla Luna come parte del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS), legato al programma Artemis. Non è un caso che anche la NASA abbia trasmesso in streaming l’allunaggio sui propri canali dato che l’obiettivo è di sviluppare la collaborazione con aziende private per avere servizi di trasporto verso la Luna che assicurino parecchi viaggi verso la Luna.

Poco più di un anno fa, il lander Nova-C Odysseus di Intuitive Machines aveva raggiunto la Luna ma si era ribaltato. Ora Blue Ghost sembra aver compiuto un allunaggio perfetto, il primo veicolo privato ad ottenere un successo completo. Si tratta quindi di un notevole risultato all’interno di un programma che negli ultimi sta portando vari veicoli sulla Luna con diversi esiti.

Per Firefly Aerospace si tratta certamente di un grande successo ma per certi versi è solo l’inizio del lavoro. Ciò perché innanzitutto i vari sottosistemi Blue Ghost vanno attivati e testati e soprattutto c’è la missione scientifica da iniziare. Il lander trasporta dieci carichi scientifici e tecnologici forniti dalla NASA e da varie istituzioni che includono il Lunar GNSS Receiver Experiment (LuGRE) realizzato in collaborazione da NASA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Tutti gli strumenti vanno messi in funzione per essere testati e calibrati per poter compiere le loro rilevazioni e inviare i dati raccolti sulla Terra.

Per Firefly Aerospace, questa è solo la prima missione lunare e per questo motivo è chiamata anche Blue Ghost M1. Secondo i piani, la seconda missione del prossimo lander Blue Ghost dovrebbe essere compiuta nel 2026 ma intanto ci sono i lavori di questa missione con una grande abbondanza di dati sul viaggio e soprattutto sull’allunaggio. È impossibile compiere test di un lander lunare nelle condizioni in cui dovrà compiere le sue manovre perciò i dati reali ottenuti dall’azienda valgono molto più di qualsiasi simulazione.

La prima immagine della Luna inviata dal lander Blue Ghost M1 (Immagine cortesia NASA / Firefly Aerospace)
La prima immagine della Luna inviata dal lander Blue Ghost M1 (Immagine cortesia NASA / Firefly Aerospace)

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