L’oggetto Herbig-Haro 49/50 e la galassia sulla punta del tornado osservati dal telescopio spaziale James Webb

Herbig-Haro 49/50 (NIRCam and MIRI Image, annotated)
Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb (NASA, ESA, CSA, STScI) mostra l’oggetto di Herbig-Haro 49/50, o semplicemente HH 49/50, un tipo di nebulosa legato a processi di formazione stellare. Gli strumenti NIRCam (Near-Infrared Camera) e MIRI (Mid-Infrared Instrument) sono stati usati in combinazione per osservare i dettagli agli infrarossi dei deflussi la cui forma aveva portato a soprannominare questo oggetto il Tornado Cosmico. Per anni gli astronomi si sono chiesti cosa fosse l’oggetto che vedevano a malapena nelle immagini ottenute con altri strumenti sulla “punta del tornado” e Webb ha permesso loro di capire che si tratta di una galassia a spirale molto più distante.

HH 49/50 è distante circa 630 anni luce dalla Terra, praticamente nel vicinato cosmico dal punto di vista astronomico. Fa parte della Nube del Camaleonte, classificata come nube molecolare oscura perché la notevole quantità di gas e polveri che contiene blocca quasi tutte le emissioni elettromagnetiche provenienti dal suo interno.

Chamaeleon I è una delle nubi in cui è diviso il complesso della Nube del Camaleonte e al suo interno stanno nascendo molte stelle di massa simile a quella del Sole. Il telescopio spaziale James Webb è stato usato per rilevare molecole ghiacciate al suo interno in uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” nel gennaio 2023. Alcuni sistemi planetari in fase di formazione al suo interno sono tra quelli esaminati in un grande studio riportato in tre articoli pubblicati sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” nel marzo 2024.

Gli oggetti di Herbig-Haro sono interessanti per gli astronomi perché rappresentano una fase breve in termini astronomici, non più di qualche centinaio di migliaia di anni, dell’evoluzione di una stella. Mentre si stanno ancora formando, le stelle sono molto attive e possono emettere getti di gas che viene ionizzato dalle onde d’urto generate dalla collisione con altro gas che viaggia più lentamente. Questo processo forma i lobi tipici degli oggetti di Herbig-Haro. Le emissioni di gas sono incostanti perciò essi cambiano nel tempo con differenze apprezzabili anche dopo pochi anni.

Nel 2006, il telescopio spaziale Spitzer della NASA venne usato per studiare HH 49/50 scoprendo la forma che ricorda un tornado che portò al suo soprannome. Deflussi di gas sono caratteristici degli oggetti di Herbig-Haro ma ognuno di essi ha una forma diversa e gli astronomi si sono chiesti cosa abbia creato la spirale di HH 49/50. Le ipotesi includono campi magnetici che attraversano la regione e onde d’urto che potrebbero aver generato instabilità quando hanno colpito i materiali circostanti.

Queste nuove osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb hanno permesso di mappare la posizione delle molecole di idrogeno, anidride carbonica e di granelli di polvere carichi di energia a causa dei getti protostellari che si espandono in modo violento. Ciò aiuterà a capire meglio i processi in atto, le proprietà dei getti di materiali e come essi influenzano i materiali circostanti.

Le osservazioni condotte nel 2006 con il telescopio spaziale Spitzer avevano fatto sospettare che l’oggetto sulla “punta del tornado” fosse una stella e che potesse essere vicina a HH 49/50. Tuttavia, Webb ha offerto una quantità di dettagli molto superiore e gli astronomi hanno capito che in realtà si tratta di una galassia a spirale molto più lontana. La potenza di Webb mostra il nucleo di questa galassia in blu e i suoi bracci di spirale in rosso. La sua posizione è una coincidenza che potremo vedere ancora per qualche tempo ma nei prossimi millenni il bordo di HH 49/50 finirà per coprirla.

Nonostante i dettagli catturati dal telescopio spaziale James Webb, HH 49/50 riserva ancora qualche mistero. I deflussi non sembrano provenire dalla stessa direzione e il motivo non è chiaro: potrebbe trattarsi della sovrapposizione di diversi deflussi o di una conseguenza della frammentazione del deflusso principale. Gli studi continueranno per ottenere nuove informazioni su quest’oggetto di Herbig-Haro e in generale su questa fase dei processi di formazione stellare.

La nube molecolare Chameleon I vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, and M. Zamani (ESA/Webb); Science: F. Sun (Steward Observatory), Z. Smith (Open University), and the Ice Age ERS Team.)
La nube molecolare Chameleon I vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, and M. Zamani (ESA/Webb); Science: F. Sun (Steward Observatory), Z. Smith (Open University), and the Ice Age ERS Team.)

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