
Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio della supernova SN 1987A che offre le prove che l’esplosione è stata decisamente asimmetrica e dominata da due getti bipolari. Un team di ricercatori guidato dall’astrofisico Salvatore Orlando dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Palermo ha sviluppato un modello che tiene conto dell’interazione tra materia e campo magnetico per studiare l’evoluzione di SN 1987A. I risultati riproducono con successo la morfologia dei materiali espulsi, ricchi di ferro, che è stata osservata in particolare dal telescopio spaziale James Webb. Ciò mostra come quelle strutture siano il risultato di un’esplosione asimmetrica.
L’immagine (S. Orlando et al., A&A, 2025) mostra a sinistra i resti della supernova SN 1987A visti dal telescopio spaziale James Webb e negli altri due riquadri la simulazione della distribuzione di densità dei resti, che includono i materiali ricchi di ferro, e la morfologia attuale di quei resti.
L’espansione dei materiali espulsi dalla supernova ha subito un’accelerazione extra a causa del decadimento radioattivo del nichel in ferro, il che ha riscaldato i materiali interni a quei resti della supernova. Ciò ha aumentato la pressione contribuendo a formare una sorta di bolla di nichel.
La supernova SN 1987A è oggetto di studio fin da quando è stata avvistata per la prima volta. L’esplosione di una stella supergigante blu nella Grande Nube di Magellano, è stata visibile dalla Terra dal 23 febbraio 1987. Anche dopo tanti anni, gli astronomi continuano a studiarne le conseguenze per ottenere nuove informazioni sui meccanismi in atto in questi eventi violentissimi e anche dopo l’esplosione, quando i tanti materiali espulsi cominciano a disperdersi a velocità elevatissime nello spazio interstellare.
A quasi due anni di distanza dalla pubblicazione dei primi risultati delle osservazioni dei resti della supernova SN 1987A con il telescopio spaziale James Webb, l’analisi di quelli e altri dati hanno permesso di ottenere nuove risposte su quell’evento. Ciò è avvenuto grazie allo sviluppo di un modello dell’evoluzione di quella supernova.
Le osservazioni condotte con lo strumento NIRCam (Near-Infrared Camera) del telescopio spaziale James Webb sono state decisive per questo nuovo studio. Ciò perché hanno rivelato che il ferro espulso dalla supernova SN 1987A non è distribuito in modo omogeneo bensì concentrato in due grumi separati che sono stati spinto verso l’esterno a velocità elevatissime.
I ricercatori hanno due possibili spiegazioni per l’asimmetria nella supernova SN 1987A. La prima spiegazione è basata sulla presenza di violente instabilità causate dal flusso di neutrini nel nucleo della stella progenitrice. La seconda spiegazione è basata su campi magnetici e rotazione che combinano gli effetti nella generazione di un’esplosione bipolare. Tuttavia, almeno per il momento nessuna delle due ipotesi riesce a spiegare tutte le caratteristiche osservate.
In sostanza, questo nuovo modello magnetoidrodinamico tridimensionale ad alta risoluzione che combina l’interazione tra materia e campo magnetico rappresenta un passo in avanti nella comprensione di ciò che è avvenuto nella supernova SN 1987A ma non ancora la fine delle ricerche. Le previsioni fatte da questo modello verranno messe alla prova per essere confrontate con future osservazioni condotte usando il telescopio spaziale XRISM. Saranno osservazioni ai raggi X che completeranno quelle di Webb fornendo altre informazioni sull’evoluzione dei resti di SN 1987A.
