July 2025

I satelliti TRACERS decollano su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa i due satelliti TRACERS della NASA sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg. Dopo circa un’ora e 40 minuti si sono separati con successo dall’ultimo stadio del razzo per cominciare le manovre che li porteranno in un’orbita eliosincrona a 600 chilometri di altitudine.

I due satelliti gemelli TRACERS (Tandem Reconnection and Cusp Electrodynamics Reconnaissance Satellites) si uniscono ad altre missioni spaziali che hanno lo scopo di studiare il Sole e le sue interazioni con la Terra. Il 12 marzo scorso è stata lanciata la missione PUNCH e il 15 marzo sono stati lanciati i tre nanosatelliti di classe CubeSat della missione EZIE (Electrojet Zeeman Imaging Explorer), che hanno lo scopo di studiare i cambiemnti nelle correnti elettriche che si muovono attraverso gli strati superiori dell’atmosfera terrestre nelle regioni polari.

La navicella spaziale Crew Dragon Grace dopo l'ammaraggio

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon Grace di SpaceX ha concluso la sua missione Ax-4 ammarando senza problemi. A bordo c’erano Shubhanshu Shukla, Peggy Whitson, Sławosz Uznański-Wiśniewski e Tibor Kapu, che hanno terminato questa missione spaziale completamente privata nell’Oceano Atlantico dopo aver lasciato la Stazione Spaziale Internazionale poco più di 22 ore prima. Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX è andata a recuperare la Grace e il suo equipaggio per trasportarli fino alla costa.

La luce che si dissolve della supernova SN 2025kg, seguita dal transiente X veloce EP 250108a, vista dai telescopi Gemini Nord e Sud

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio della supernova SN 2025kg, la quale ha generato un cosiddetto transiente X veloce, un evento poco conosciuto che in questo caso è stato catalogato come EP 250108a. Ora quel tipo di evento è stato descritto come una sorta di versione soffocata alla nascita di un lampo gamma.

Due team di ricercatori con vari membri in comune, i quali includono membri dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), hanno usato dati raccolti da due strumenti del telescopio spaziale Einstein Probe e da altri strumenti per analizzare le emissioni di questa supernova. Ciò ha permesso di proporre una spiegazione ai transienti X veloci (in inglese Fast X-ray Transients, FXT) e le differenze rispetto ai lampi gamma.

La cometa interstellare 3I/ATLAS

Vari enti scientifici hanno annunciato l’individuazione di quella che sembra proprio una cometa interstellare che ha ricevuto di conseguenza la designazione 3I/ATLAS. Potrebbe essere una grande cometa, con una larghezza stimata attorno ai 20 chilometri, ma le prime stime delle dimensioni del suo nucleo sono ancora decisamente approssimative. La sua traiettoria la porterà dentro l’orbita di Marte ma, assieme alla sua notevole velocità, poerterà solo a un cambiamento limitato di direzione da parte della gravità del Sole. Purtroppo, non si avvicinerà mai alla Terra abbastanza da permettere osservazioni dettagliate ma qualsiasi oggetto interstellare è molto interessante per gli astronomi. Si tratta del terzo “visitatore” ufficialmente riconosciuto dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019.

Arcadia Planitia su Marte

L’ESA ha pubblicato una foto della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.