September 2025

Le sonde spaziali Carruthers Geocorona Observatory, IMAP (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) e Space Weather Follow On-Lagrange 1 (SWFO-L1) al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA+)

Poco fa tre sonde spaziali sono partite su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center. Dopo circa un’ora e 23 minuti, nel giro di circa 13 minuti si sono separate con successo dall’ultimo stadio del razzo e si sono immesse sulla loro rotta che le porterà nell’area chiamata L1 (Lagrange 1), a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove cominceranno la loro attività scientifica legata allo studio di vari aspetti del tempo meteorologico spaziale.

Il cargo spaziale Cygnus XL catturato dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA+)

La navicella spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman, partita lunedi 15 settembre, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Jonny Kim, assistito dalla collega Zena Cardman, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare la Cygnus fino a farla attraccare al modulo Unity della Stazione dopo circa due ore.

Il cargo spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman decolla su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX (Immagine NASA+)

Poche ore fa la navicella spaziale Cygnus XL di Northrop Grumman è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral nella missione NG-23 oppure CRS NG-23. Dopo circa 15 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della terza missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi lanciata usando il razzo Falcon 9 in attesa che sia pronta la nuova versione del razzo Antares di Northrop Grumman. È anche la prima che vede impiegata la nuova versione del cargo spaziale Cygnus.

Alcune viste della roccia Cheyava Falls con i risultati spettroscopici (d) dell'esame do campioni dell'area

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati dell’analisi dei dati raccolti dal Mars Rover Perseverance della NASA sulla roccia soprannominata Cheyava Falls. Perseverance l’aveva trovata nel 2024 nella Neretva Vallis nel corso del suo viaggio nel cratere Jezero su Marte. Da subito quella roccia aveva suscitato grande interesse perché contiene firme chimiche e strutture che potrebbero essere state generate da antiche forme di vita marziane.

Un team di ricercatori ha confermato i risultati interessanti presentati l’anno scorso e ha concluso che si tratta di potenziali firme biologiche. Ciò significa che costituiscono indizi della possibile presenza di forme di vita marziane nel passato ma servono ulteriori studi per avere risposte certe. Infatti, la presenza di composti organici e minerali ferrosi come vivianite e greigite potrebbe essere dovuta anche a reazioni abiotiche.

La pulsar Calvera e la regione di emissione diffusa oggetto di questo studio viste ai raggi X.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un candidato resto di supernova che è stato associato alla pulsar soprannominata Calvera. Un team di ricercatori dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’Università degli Studi di Palermo guidato da Emanuele Greco dell’INAF ha condotto osservazioni e analisi di una coppia decisamente fuori dal normale perché trovarla a circa 6.500 anni luce sopra il piano galattico della Via Lattea è stato sorprendente.