Scoperto il probabile resto di supernova in cui si è formata la pulsar soprannominata Calvera

La pulsar Calvera e la regione di emissione diffusa oggetto di questo studio viste ai raggi X.
Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un candidato resto di supernova che è stato associato alla pulsar soprannominata Calvera. Un team di ricercatori dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’Università degli Studi di Palermo guidato da Emanuele Greco dell’INAF ha condotto osservazioni e analisi di una coppia decisamente fuori dal normale perché trovarla a circa 6.500 anni luce sopra il piano galattico della Via Lattea è stato sorprendente.

L’immagine (Cortesia E. Greco / INAF) mostra la pulsar Calvera e la regione di emissione diffusa oggetto di questo studio viste ai raggi X.

Proprio per la sua posizione sorprendente, negli anni che hanno seguito la scoperta di Calvera sono state condotte varie osservazioni con diversi strumenti. Ora le conclusioni associano il candidato resto di supernova catalogato come G118.4+37.0 alla pulsar, la quale si sta allontanando dall’area in cui si è formata.

L’INAF aveva già partecipato a uno studio della pulsar Calvera, pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” nel dicembre 2021. All’inizio del 2022, il radiotelescopio LOFAR (Low Frequency Array) rilevò con le sue 51 antenne nei Paesi Bassi una struttura con caratteristiche associate ai resti di supernova. Essa è stata individuata ben lontano dal piano galattico, a pochi arcominuti di distanza da Calvera, perciò potrebbe essere il luogo in cui una stella massiccia è esplosa in una supernova e il nucleo rimasto è collassato in una stella di neutroni.

Il team di Emanuele Greco ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Xmm-Newton dell’ESA. I gas all’interno di quello che sembra proprio un resto di supernova sono caldi al punto da emettere i raggi X rilevati. I ricercatori hanno usato anche altre osservazioni per ottenere un ritratto più completo: raggi gamma rilevati dal telescopio spaziale Fermi ed emissioni nello spettro visibile rilevate dal Telescopio nazionale Galileo.

I dati raccolti sono stati messi assieme per mostrare le diverse carattristiche delle strutture diffuse del resto di supernova e per compiere un’analisi. I risultti indicano che il resto di supernova si trova tra 13.000 e 16.500 anni luce dalla Terra e che ha un’età compresa tra 10.000 e 20.000 anni. Si tratta di stime compatibili con quelle della pulsar Calvera e ciò suggerisce che essa sia nata da quella supernova per poi allontanarsi.

L’interesse verso la pulsar Calvera e la sua origine è dovuta al fatto che stelle abbastanza massicce da esplodere in supernove si formano quasi solo sul piano galattico dato che in quell’area c’è una densità di gas tale da favorire quella formazione. Per questo motivo, non ci si aspetta di trovarne le tracce così lontano dal piano galattico. Anche le emissioni di raggi gamma rilevate sono sorprendenti perché gli astronomi ritengono che serva una certa densità di particelle per attivare uno dei meccanismi principali che li produce.

Il ritratto ottenuto dalle osservazioni multibanda del resto di supernova è complesso e ulteriori studi mirati potrebbero offrire ancora molte informazioni preziose. Non è ancora ben chiaro se la stella progenitrice fosse una cosiddetta stella fuggitiva arrivata dal piano galattico o se si sia formata nell’area in cui ora c’è il resto di supernova. Una mappatura di quell’area potrebbe permettere di capire la storia di una stella massiccia fuori dal normale che è esplosa lontano dal piano galattico generando la pulsar Calvera.

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