
Qualche ora fa, il satellite Sentinel-1D, parte del programma Copernicus / GMES, è stato lanciato dallo spazioporto di Kourou, nella Guiana francese, su un razzo vettore Ariane 6. Dopo circa 34 minuti, il satellite si è regolarmente separato dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato a inviare segnali. La sua orbita finale nell’orbita terrestre bassa sarà a circa 693 chilometri di altitudine.
Il lancio del satellite Sentinel-1D ha lo scopo di sostituire Sentinel-1A, lanciato il 3 aprile 2014. Questo vecchio satellite è ancora funzionante ma è andato ben oltre i sette anni previsti per la sua missione. Sentinel-1D andrà a formare una coppia con il satellite Sentinel-1C, lanciato il 5 dicembre 2024. In questo modo, verrà formata una coppia di satelliti nuovi dotati degli strumenti più avanzati per un monitoraggio più avanzato del territorio.
I satelliti Sentinel-1 fanno parte del programma originariamente chiamato Global Monitoring for Environment and Security (GMES) e successivamente Copernicus, che ha lo scopo di creare un sistema autonomo di controllo del territorio tramite una costellazione di satelliti che hanno diverse funzioni.
Avere due satelliti Sentinel-1 in orbita è importante per avere una migliore copertura del territorio. Essi sono dotato di uno strumento avanzato chiamato SAR (Synthetic aperture radar) che permette di ottenere immagini delle area che stanno sorvolando con continuità, di giorno e di notte e con qualsiasi condizione atmosferica.
Come già il Sentinel-1C, il nuovo satellite Sentinel-1D è dotato anche dello strumento Automatic Identification System (AIS), che ha lo scopo di aiutare le navi a evitare collisioni, soprattutto quando sono lontane da sistemi radar con base sulla terraferma. Questo strumento si integra nel sistema di identificazione automatica introdotto anni fa per assistere la guida delle navi e le autorità marittime che le tengono sotto osservazione.
I satelliti della serie Sentinel-1 vengono usati per il monitoraggio dell’ambiente in condizioni normali, sempre che crescenti livelli dei mari e ghiacciai che si restringono possano essere considerati normali. Nel corso degli anni hanno fornito moltissime immagini anche di aree dove c’erano stati terremoti e alluvioni. Si tratta di informazioni utilissime nella gestione dei soccorsi e degli interventi di messa in sicurezza delle costruzioni nelle aree colpite.
Per il satellite Sentinel-1D c’è innanzitutto la fase di test per verificare che tutti i suoi strumenti funzionino correttamente e che lavori correttamente assieme a Sentinel-1C. Se tutto andrà bene, fra qualche mese potrà prendere pienamente il posto del vecchio Sentinel-1A e portare la qualità del monitoraggio dell’ambiente a un livello superiore.

