2025

La navicella spaziale Soyuz MS-27 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-27 ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale attraccando al modulo Prichal. Era partita poco più di tre ore prima dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo tre nuovi membri dell’equipaggio. È stata utilizzata la rotta ultra-veloce che dimezza la durata del viaggio e viene usata tutte le volte che la posizione della Stazione la rende possibile.

La navicella spaziale Crew Dragon Resilience caricata sulla nave "MV Shannon" alla fine della missione Fram2 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa la navicella spaziale Crew Dragon Resilience di SpaceX ha concluso la sua missione Fram2 ammarando senza problemi. A bordo c’erano Chun Wang, Rabea Rogge, Jannicke Mikkelsen ed Eric Philip, che hanno terminato questa missione spaziale completamente privata nell’Oceano Pacifico dopo aver trascorso poco più di tre giorni e mezzo in orbita. Poco dopo l’ammaraggio, la nave “MV Shannon” di SpaceX è andata a recuperare la Resilience e il suo equipaggio per trasportarli fino alla costa.

La navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Resilience decolla su un razzo vettore Falcon 9 nella missione Fram2

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Resilience è partita su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella missione Fram2. Dopo circa dodici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo. Trascorrerà tra i 3 e i 5 giorni in orbita. A differenza delle precedenti missioni spaziali private condotte da SpaceX negli anni scorsi, nella Fram2 la Crew Dragon si è immessa su un’orbita polare, la prima volta per un volo spaziale con equipaggio, a un’altitudine che andrà tra i 425 e i 450 chilometri.

La galassia JADES-GS-z13-1 (il cerchietto rosso al centro) vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine ESA/Webb, NASA, STScI, CSA, JADES Collaboration, Brant Robertson (UC Santa Cruz), Ben Johnson (CfA), Sandro Tacchella (Cambridge), Phill Cargile (CfA), J. Witstok, P. Jakobsen, A. Pagan (STScI), M. Zamani (ESA/Webb))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati delle osservazioni della galassia primordiale catalogata come JADES-GS-z13-1. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb per esaminare questa galassia, stimando che risale a circa 330 milioni di anni dopo il Big Bang. La sorpresa è arrivata dalle analisi spettroscopiche con la cosiddetta radiazone Lyman-alfa, emessa negli ultravioletti dall’idrogeno in circostanze specifiche, perché era molto più forte di quanto ci si aspetterebbe da una galassia di quell’epoca.

Herbig-Haro 49/50 (NIRCam and MIRI Image, annotated)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra l’oggetto di Herbig-Haro 49/50, o semplicemente HH 49/50, un tipo di nebulosa legato a processi di formazione stellare. Gli strumenti NIRCam (Near-Infrared Camera) e MIRI (Mid-Infrared Instrument) sono stati usati in combinazione per osservare i dettagli agli infrarossi dei deflussi la cui forma aveva portato a soprannominare questo oggetto il Tornado Cosmico. Per anni gli astronomi si sono chiesti cosa fosse l’oggetto che vedevano a malapena nelle immagini ottenute con altri strumenti sulla “punta del tornado” e Webb ha permesso loro di capire che si tratta di una galassia a spirale molto più distante.