2025

La navicella spaziale Crew Dragon Freedom subito dopo l'ammaraggio (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa la navicella spaziale Crew Dragon Freedom di SpaceX ha concluso la sua missione Crew-9, o SpaceX Crew-9, per conto della NASA ammarando senza problemi. A bordo c’erano gli astronauti Nick Hague e e il cosmonauta Aleksandr Gorbunov, che avevano raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 29 settembre 2024 e hanno fatto parte della Expedition 72, assieme agli astronauti Suni Williams e Butch Wilmore, che avevano raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale sulla navicella spaziale Starliner Calypso di Boeing il 6 giugno 2024 e hanno fatto parte della Expedition 71/72. I due membri originali della Crew-9 hanno terminato l’ottava missione regolare con equipaggio di SpaceX nell’Oceano Atlantico, al largo della Florida. La Crew Dragon aveva lasciato la Stazione quasi 17 ore prima.

La navicella spaziale Crew Dragon Endurance al momento dell'attracco al modulo Harmony visto dall'interno della Stazione Spaziale Internazionale

Poche ore fa la navicella spaziale Crew Dragon Endurance di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale compiendo la prima parte della sua missione Crew-10 o SpaceX Crew-10 iniziata con il suo lancio avvenuto circa 28 ore e mezza prima. Dopo le verifiche che la pressione sia stata correttamente equilibrata, il portello è stato aperto per permettere ad Anne McClain, Nichole Ayers, Takuya Onishi e Kirill Peskov di entrare nella Stazione e cominciare la loro missione, che durerà circa sei mesi.

La navicella spaziale Crew Dragon Endurance al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Endurance è partita su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella missione Crew-10 o SpaceX Crew-10. Dopo quasi esattamente dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per compiere la sua missione. Si tratta della decima missione della navicella spaziale Crew Dragon con astronauti a bordo all’interno della normale rotazione dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale.

Rappresentazione artistica del sistema della stella di Barnard (Immagine International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA/P. Marenfeld)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la conferma dell’esistenza di quattro esopianeti più piccoli della Terra che orbitano attorno alla stella di Barnard. Un team di ricercatori ha combinato rilevazioni ottenute con lo strumento MAROON-X montato sul telescopio Gemini Nord alla Hawaii con altre ottenute in modo indipendente con lo strumento ESPRESSO installato sul VLT dell’ESO in Cile. Il risultato è la conferma dell’esopianeta Barnard b, la cui esistenza è stata annunciata nell’ottobre 2024, e di altre tre sub-Terre, piccoli pianeti che sono quasi certamente rocciosi.

Il telescopio spaziale SPHEREx e i satelliti PUNCH al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa il telescopio spaziale SPHEREx e i satelliti PUNCH, due missioni astronomiche della NASA, sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg. Dopo circa 42 minuti SPHEREx si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e dopo altri 10 minuti circa anche i satelliti PUNCH si sono separati nel giro di circa un minuto. Entrambe le missioni opereranno da un’orbita eliosincrona a 700 chilometri di altitudine per SPHEREx e a 570 chilometri di altitudine per PUNCH.