
Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-33 (Cargo Resupply Service 33) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale circa 12 ore prima. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 25 agosto 2025. Per SpaceX, era la cinquantesima missione alla Stazione includendo quelle del cargo Dragon e quelle con equipaggio della Crew Dragon.
Poco dopo l’ammaraggio, la nave “MV Shannon” di SpaceX è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. Dopo parecchie missioni concluse nell’Oceano Atlantico, l’anno scorso è stato deciso di tornare agli ammaraggi nel Pacifico. Ciò perché c’erano stati casi in cui la sezione non pressurizzata, che si separa durante la discesa nell’atmosfera, era preciptata sulla terraferma rappresentando un possibile pericolo. La discesa nel Pacifico permette di far disintegrare la sezione non pressurizzata nell’oceano. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore.
La navicella spaziale Dragon ha riportato sulla Terra vari carichi che includono campioni biologici e vari esperimenti scientifici. Parte dei campioni è invece contenuta nei freezer perché è necessario mantenerli a basse temperature. SpaceX è l’unica azienda americana ad avere una navicella spaziale in grado di riportare sulla Terra carichi intatti perciò le missioni della Dragon sono davvero importanti per la NASA. Campioni prodotti durante tanti degli esperimenti condotti sulla Stazione Spaziale Internazionale possono richiedere analisi approfondite possibili solo in laboratori specializzati sulla Terra.
L’utilizzo di stampanti 3D è in grande crescita negli ultimi anni, anche per cercare di produrre strumenti utili nelle missioni spaziali. L’esperimento Euro Material Ageing ha esposto 141 campioni di materiali prodotti con stampanti 3D ed esposti allo spazio per un anno per verificarne le varie caratteristiche.
L’esperimento SpaceDuino ha lo scopo di testare le possibilità di utilizzare schede elettroniche Arduino, Raspberry Pi e altri SBC (Single-Board Computer) nello spazio. I bassi costi (almeno prima della forte crescita dei prezzi delle memorie!) e l’esistenza di ecosistemi molto attivi e ricchi dal punto di vista dello sviluppo software, spesso libero e open source, rendono questo tipo di hardware molto interessante anche per possibili applicazioni spaziali.
Anche gli esperimenti legati alla medicina costituiscono una parte importante di quelli condotti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Tra di essi, la Dragon ha riportato sulla Terra campioni dell’esperimento Stellar Stem Cells Mission 2, parte di quelli che hanno lo scopo di studiare gli effetti della microgravità sul corpo umano, in questo caso, della crescita di cellule staminali cardiache e cerebrali. I risultati sono importanti negli studi di malattie come la SLA e il morbo di Parkinson.
La prossima missione di rifornimento per il cargo spaziale Dragon potrebbe cominciare fra qualche mese ma non è stata ancora stabilita una data. Con il recente aumento delle missioni che a volte fanno solo tappa alla Stazione Spaziale Internazionale, le date delle missioni dei cargo spaziali sono più che mai passibili di modifiche.
Nel frattempo, è terminata una missione che è durata un totale di circa sei mesi, molto più lunga delle precedenti dato che in generale i cargo spaziali Dragon tornavano sulla Terra dopo poco più di un mese. Durante la missione CRS-33, la Dragon ha usato i suoi propulsori per aggiustare l’orbita della Stazione in diverse occasioni.
