Missione Artemis II compiuta: la navicella spaziale Orion Integrity è tornata sulla Terra

L'ammaraggio della navicella spaziale Orion Integrity (Foto NASA/Bill Ingalls)
L’ammaraggio della navicella spaziale Orion Integrity (Foto NASA/Bill Ingalls)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale Orion Integrity della NASA ha concluso la missione Artemis II ammarando al largo della costa di San Diego. Era partita il 2 aprile scorso sull’SLS (Space Launch System), anch’esso della NASA. Varie navi di supporto erano nell’area per recuperare la Integrity e soccorrere gli astronauti Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Tutto ciò che è possibile recuperare è stato recuperato, come i paracadute del sistema di ammaraggio, per poter raccogliere più dati possibili su una fase critica come il ritorno sulla Terra.

La missione Artemis II ha avuto diversi momenti fondamentali per il programma spaziale americano. Si è trattato della prima missione con un equipaggio a bordo di una navicella spaziale Orion e del primo lancio di un equipaggio umano sull’SLS. È stata anche la prima missione spaziale dalla Apollo 17 del 1972 a portare esseri umani fuori dall’orbita terrestre.

Il 6 aprile, la navicella spaziale Orion Integrity ha cominciato il sorvolo della Luna. Durante il passaggio attorno al lato nascosto della Luna, c’è stato il previsto blackout delle comunicazioni che è durato quasi un’ora. Alla fine di quel passaggio, la Integrity si è immessa sulla rotta in quella che viene chiamata traiettoria di ritorno libero, in cui l’attrazione della gravità terrestre l’ha riportata nella sua sfera di influenza.

Il rientro nell’atmosfera terrestre è stato il più veloce mai condotto da una missione con equipaggio avvicinandosi ai 40.000 km/h. La missione Artemis I era terminata con una manovra che aveva fatto rimbalzare la Orion sull’atmosfera terrestre per poi scendere a una velocità inferiore. Tuttavia, l’usura rilevata allo scudo termico ha portato la NASA a decidere di evitare quel tipo di manovra.

Nel corso della missione Artemis II, gli interventi degli astronauti con le loro comunicazioni nel corso delle varie fasi del viaggio della navicella spaziale Orion Integrity sono stati positivi. I problemi al gabinetto di bordo non hanno esattamente costituito un elemento di glamour ma ci hanno ricordato come nello spazio tutto ciò che diamo per scontato può risultare problematico per le condizioni molto diverse.

Ora ci sarà una lunga fase di analisi approfondita dei dati raccolti dagli strumenti della navicella spaziale Orion e soprattutto di quelli relativi all’equipaggio. Una fase importante sarà costituita dalle visite mediche agli astronauti per ottenere informazioni con gli strumenti più moderni che si aggiungeranno a quelle raccolte durante la missione.

I risultati determineranno la tempistica per la missione Artemis III, che dovrebbe avvenire nel 2027 e avere anch’essa quattro astronauti a bordo della Orion. I programmi sono stati modificati più volte nel corso degli anni perciò anche i prossimi sviluppi potrebbero cambiare. Anche la disponibilità degli altri veicoli necessari alle missioni sulla Luna influirà sulla tempistica delle prossime missioni Artemis.

L'equipaggio della missione Artemis II su una zattera gonfiabile (Immagine NASA)
L’equipaggio della missione Artemis II su una zattera gonfiabile (Immagine NASA)

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