
Poche ore fa il telescopio spaziale SPHEREx e i satelliti PUNCH, due missioni astronomiche della NASA, sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg. Dopo circa 42 minuti SPHEREx si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e dopo altri 10 minuti circa anche i satelliti PUNCH si sono separati nel giro di circa un minuto. Entrambe le missioni opereranno da un’orbita eliosincrona a 700 chilometri di altitudine per SPHEREx e a 570 chilometri di altitudine per PUNCH.
La missione Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer (SPHEREx) ha lo scopo di condurre un’indagine astrofisica con un’osservazione globale del cielo. Si tratta di un telescopio spaziale progettato per osservare centinaia di milioni di galassie e altri oggetti per mappare il cosmo in 102 lunghezze d’onda incluse nella banda ottica e nel vicino infrarosso.
Lo spettroscopio di SPHEREx permetterà di rilevare composti chimici grazie alle “firme” che lasciano nelle emissioni elettromagnetiche e ciò include anche potenziali mattoni per la vita. Questo tipo di strumento aiuta anche a misurare la distanza degli oggetti, in questo caso in particolare le galassie osservate.
La mappatura che verrà condotta da SPHEREx aiuterà a capire meglio la distribuzione della materia nel cosmo. Si tratta di un obiettivo importante per ricostruire ciò che è successo nelle prime frazioni di secondo dopo il Big Bang. Piccolissime differenze nella distribuzione di materia sono state amplificate da quella che viene chiamata inflazione cosmica, ciò che secondo gli astrofisici ha determinato le attuali grandi strutture esistenti. Ottenere informazioni su quella fase della storia dell’universo che è durata pocchissimo ma è stata cruciale nella sua evoluzione costituirà un passo importante negli studi cosmologici.

La missione Polarimeter to Unify the Corona and Heliosphere (PUNCH) è composta da quattro piccoli satelliti con una massa che al momento del lancio è di circa 40 kg ciascuno. Dall’orbita terrestre, studieranno il Sole e in particolare la transizione dalla corona solare al vento solare. Ciò aiuterà a capire meglio i processi in atto, i quali possono avere effetti notevoli all’interno del sistema solare, il che significa anche sulla Terra.
Molti dettagli importanti dei processi in atto nell’atmosfera solare sono ancora poco chiari. Per questo motivo, negli ultimi anni sono stati lanciati vari satelliti e alcune sonde spaziali che hanno cominciato a fornire alcune risposte, in alcuni casi anche avvicinandosi al Sole per condurre rilevazioni. I satelliti PUNCH osserveranno il Sole da lontano ma in maniera continua lavorando assieme come un unico strumento virtuale per ottenere un ampio campo di vista centrato sul Sole.
La NASA ha confermato l’acquisizione dei segnali da tutte le navicelle spaziali. Nelle prossime settimane, il team che gestisce il telescopio spaziale SPHEREx condurrà le operazioni di calibrazione e di raffreddamento che lo porterà a lavorare alle temperature richieste per la sua missione primaria di due anni. I satelliti PUNCH passeranno attraverso un periodo di test di 90 giorni per poi cominciare la loro missione primaria, anch’essa della durata di due anni.

