
L’ESA ha diffuso le prime informazioni, che includono le prime immagini, del Polo Sud del Sole, catturate tra il 16 e il 17 marzo 2025 dalla sonda spaziale Solar Orbiter, una missione gestita in collaborazione con la NASA e con la partecipazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Tre degli strumenti scientifici a bordo hanno permesso di osservare quell’area in diverse bande elettromagnetiche: Polarimetric and Helioseismic Imager (PHI), Extreme Ultraviolet Imager (EUI) e Spectral Imaging of the Coronal Environment (SPICE). I poli solari non sono visibili dalla Terra e Solar Orbiter li sta osservando come mai è stato possibile in precedenza. Le prime osservazioni hanno già mostrato qualche sorpresa.
L’immagine (ESA & NASA/Solar Orbiter/PHI, EUI and SPICE Teams – CC BY-SA 3.0 IGO) composita della missione Solar Orbiter mostra il Sole osservato a otto diverse lunghezze d’onda, ognuna delle quali rivela strati e temperature distinti dell’atmosfera solare. La riga superiore presenta la fotosfera solare in luce visibile, una mappa del campo magnetico e la corona nell’ultravioletto estremo. La riga inferiore abbraccia osservazioni ultraviolette da 10.000°C a oltre 1,2 milioni di °C, evidenziando le emissioni di idrogeno, carbonio, ossigeno, neon e magnesio. Queste viste a diverse lunghezze d’onda aiutano gli scienziati a comprendere la complessa struttura del Sole e il suo comportamento dinamico attraverso i suoi strati esterni.
Lanciata il 10 febbraio 2020, la sonda spaziale Solar Orbiter è una delle navicelle spaziali progettate per studiare il Sole. Nel febbraio 2025, ha compiuto un passaggio ravvicinato al pianeta Venere che era necessario tra le altre cose per inclinare la sua traiettoria rispetto all’eclittica. Si è trattato di un passo che ha avuto proprio lo scopo di metterla in grado di osservare le regioni polari del Sole.
La combinazione di osservazioni condotte con gli strumenti PHI, EUI e SPICE ha permesso di rilevare vari processi in atto al Polo Sud del Sole. Il magnetismo ha mostrato caratteristiche caotiche che esistono solo per un breve periodo, quando avviene l’inversione dei poli magnetici. Solar Orbiter ha rilevato che al momento entrambi i poli magnetici sono locati al Polo Sud geografico. Nel corso del prossimo ciclo solare di 11 anni, i poli magnetici torneranno lentamente a essere agli antipodi e il Sole raggiungerà il minimo solare, così chiamato perché è il periodo di minima attività.
I motivi di questo sviluppo del campo magnetico solare non sono anccora ben compresi. Ciò rende preziose le rilevazioni condotte in marzo dalla sonda spaziale Solar Orbiter proprio nel periodo in cui sta cominciando un nuovo ciclo solare. Le rilevazioni ottenute su tutta la superficie solare hanno mostrato che la struttura del campo magnetico solare è complessa e in continuo cambiamento.
Un altro risultato ottenuto grazie allo strumento SPICE è stato la mappatura a livelli mai visti prima dei movimenti di vari elementi chimici nei vari strati sopra la superficie del Sole. Questo strumento è uno spettrografo in grado di rilevare le firme chimiche dei vari elementi e negli ultimi cinque anni ha portato avanti una mappatura notevole. Il Sole è composto principalmente da idrogeno con una parte di elio ma contiene anche tracce di altri elementi, la cui presenza e i cui movimenti possono essere tracciati da strumenti come SPICE.
Le linee spettrali di idrogeno, carbonio, ossigeno, neon e magnesio hanno permesso di verificarne le temperature e soprattutto di mappare il loro spostamento: per la prima volta, è stato possibile ricostruire lo spostamento di colossali grumi di materia solare.
Le rilevazioni ottenute in marzo sono arrivate con la sonda spaziale Solar Orbiter in un’inclinazione orbitale di 17° rispetto al piano dell’eclittica. Essa verrà aumentata fino ad arrivare a 24° alla fine del 2026 per ottenere rilevazioni di qualità perfino migliore delle aree polari del Sole. Se la missione verrà estesa fino al 2030, il piano è di aumentare ulteriormente l’inclinazione fino a 33°. Insomma, se questi risultati sono già eccellenti, possiamo aspettarcene altri, a cominciare dai dati del primo volo da polo a polo, che dovrebbe essere disponibile nell’ottobre 2025.
