
L’ESA ha pubblicato una foto (ESA/DLR/FU Berlin (CC BY-SA 3.0 IGO)) della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.
Arcadia Planitia è una pianura marziana piuttosto piatta e segnata da colate di lava che hanno un’età stimata fino a tre miliardi di anni. Non è uniforme e l’immagine mostra come l’area sulla destra e in basso sia più ruvida, abbia un colore diverso e più crateri tra i quali quello decisamente più grande, che ha un diametro di circa 15 chilometri. L’atmosfera di Marte è molto tenue, eppure il vento riesce a sollevare e trasportare particelle che generano una leggera foschia che fa sembrare l’immagine un po’ sfocata.
A volte la forte escursione termica tra giorno e notte fa sì che i venti generino anche in Arcadia Planitia diavoli di polvere analoghi a quelli che possono essere visti nei deserti terrestri. Nell’immagine, quattro piccoli diavoli di polvere si stanno muovendo, lasciando scie luminose e ombre con sfumature rosa.
I diavoli di polvere non sono le uniche similitudini tra Marte e i deserti terrestri. Nella parte superiore dell’immagine ci sono formazioni rocciose del tipo chiamato yardang, creste prodotte dall’erosione del vento in ambienti desertici.
L’interesse dell’ESA e non solo riguarda la presenza di acqua nel sottosuolo di Marte. In un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” vengono offerte prove della presenza di ghiaccio d’acqua sotto la superficie di un’area al confine tra Arcadia Planitia e la parte settentrionale di Amazonas Planitia. Un team di ricercatori guidato da Erica Luzzi, geologa planetaria e ricercatrice presso il Mississippi Mineral Resources Institute, ha condotto un’analisi geomorfologica che conferma le indicazioni di studi precedenti riguardanti la presenza di acqua ghiacciata.
Il cratere con un diametro di 15 chilometri è circondato da strutture stratificate di materiali che forniscono altre indicazioni del ghiaccio contenuto nel sottosuolo quando è avvenuto l’impatto che l’ha formato. Lo stato del cratere indica che l’impatto è avvenuto recentemente dal punto di vista geologico.
Tutto ciò fa di Arcadia Planitia un candidato per l’atterraggio su Marte di possibile missioni di lander e rover, i quali potrebbero avere accesso al ghiaccio d’acqua con strumenti in grado di accedere a una profondità limitata. I progetti di missioni con esseri umani sono ancora puramente teoriche ma se verranno mai sviluppati, Arcadia Planitia sarà un candidato per diventare il primo avamposto umano su Marte.
