
Poche ore fa le sonde gemelle ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) della NASA sono state lanciate su un razzo vettore New Glenn di Blue Origin, che ha compiuto la sua missione chiamata NG-2. Un obiettivo per Blue Origin consisteva nell’atterraggio del primo stadio, che è riuscito perfettamente poco più di 9 minuti dopo il lancio. Dopo circa 33 minuti, le sonde, chiamate Blue e Gold, si sono regolarmente separate dal secondo stadio del razzo e hanno cominciato un lungo viaggio che le porterà fino a Marte per studiarne la magnetosfera e l’impatto del Sole sul pianeta rosso.
La missione ESCAPADE ha lo scopo di dimostrare la fattibilità dell’esplorazione del sistema solare a costi ridotti rispetto alle classiche missioni basate su grandi sonde spaziali. Blue e Gold sono relativamente piccole con dimensioni 60 x 70 x 90 centimetri e una massa al momento del lancio di 535 chilogrammi ciascuna.
La rotta delle sonde spaziali ESCAPADE non è quella utilizzata normalmente nei viaggi verso Marte. La prima tappa del loro viaggio è verso la zona chiamata Lagrange 2, o semplicemente L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Lì trascorreranno circa un anno per poi cominciare una serie di manovre che le immetteranno su una rotta verso Marte, un viaggio che dovrebbe durare circa 11 mesi. Al termine del loro viaggio, nel settembre 2027, si inseriranno in un’orbita molto ellittica che verrà lentamente corretta fino a raggiungere i parametri orbitali desiderati per iniziare la loro missione scientifica. Sperimentare questa nuova rotta aiuterà a organizzare altre missioni verso Marte in modo più flessibile.
Nella primavera (terrestre) del 2028, le sonde spaziali ESCAPADE cominceranno a compiere rilevazioni della magnetosfera marziana per capire quanto sia stata influenzata dal meteo spaziale nel corso del tempo. Il vento solare colpisce l’atmosfera marziana e vari studi condotti negli anni scorsi hanno mostrato come esso abbia lentamente disperso nello spazio un’atmosfera che era simile a quella della Terra quando Marte era giovane. Ottenere altre informazioni sui processi in atto aiuterà a migliorare la sicurezza di missioni future, anche di esseri umani.
Circa cinque minuti dopo la separazione delle sonde spaziali ESCAPADE, un dimostratore tecnologico di Viasat che è rimasto attaccato al secondo stadio del razzo New Glenn è stato attivato. Fa parte di una collaborazione con la NASA all’interno del programma Communications Services Project, che ha lo scopo si sviluppare una nuova era nelle comunicazioni spaziali. Il dimostratore serve a testare una soluzione della tecnologia InRange di Viasat come ponte radio.
Questo lancio è stato importante anche per il successo nell’atterraggio del primo stadio del razzo vettore New Glenn sulla piattaforma marina automatizzata Jacklyn. Blue Origin ha accumulato esperienza con i tanti atterraggi del suo razzo New Shepard ma le differenze tra i due razzi rendevano comunque difficile quest’impresa. Il New Shepard è un piccolo razzo che compie “balzi” per lanciare una navicella in viaggi suborbitali e atterrare nelle vicinanze. Il New Glenn è un razzo molto più grande che lancia veicoli in orbita e deve compiere molte più manovre per atterrare.
Quasi 10 anni dopo il primo successo di SpaceX, anche Blue Origin ha avuto successo nell’atterraggio di un primo stadio in una missione orbitale. Per l’azienda di Jeff Bezos si tratta di un grandissimo successo che apre la via al parziale riutilizzo del razzo. Gli ingegneri di Blue Origin esamineranno accuratamente il primo stadio atterrato ieri per valutarne lo stato. L’idea è di restaurarlo per poterlo riutilizzare ma ciò avverrà solo dopo esami approfonditi.
Rocket Lab, l’azienda che ha costruito le sonde spaziali ESCAPADE, sta compiendo esperimenti di riutilizzo almeno dei motori del proprio razzo Electron e ha piani per riutilizzare il primo stadio del razzo Neutron, ora in fase di sviluppo. Ciò dà l’idea della difficoltà di far atterrare il primo stadio di un razzo e dell’importanza di avere un’altra azienda che lo faccia regolarmente. Questo è un momento storico!

