
La NASA ha pubblicato la prima mappa cosmica generata usando le osservazioni condotte dal suo telescopio spaziale SPHEREx. Si tratta in particolare di osservazioni che includono 102 lunghezze d’onda nell’infrarosso vicino. Quelli che sono stati definiti dalla NASA come 102 colori offrono moltissime informazioni diverse sugli oggetti osservati, preziose in una serie di studi cosmologici. La ricchezza di informazioni è tale che alla NASA le trattano come se avessero ottenuto 102 mappe diverse.
L’immagine in alto (NASA/JPL-Caltech) mostra la mappa completa ottenuta, con le emissioni infrarosse generate soprattutto da polveri (in rosso) e gas caldi (in blu), gli ingredienti chiave nella formazione di nuove stelle e pianeti.
Lanciato il 12 marzo 2025, il telescopio spaziale Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer (SPHEREx) ha lo scopo di condurre un’indagine astrofisica con un’osservazione globale del cielo. Il suo spettroscopio permette di ottenere informazioni sugli oggetti osservati che possono essere utilizzate in indagini astronomiche di vario tipo.
Le emissioni nella banda infrarossa sono quelle più comuni nell’universo, il motivo per cui esistono tanti telescopi spaziali specializzati nelle osservazioni in questa banda elettromagnetica. Ogni strumento ha caratteristiche specifiche mirate a condurre certi tipi di studi: il James Webb ha una potenza e una sensibilità senza pari ma le sue osservazioni sono concentrate su un piccolo campo di vista mentre SPHEREx è stato progettato per mappare il cielo e quindi con un campo di vista molto più ampio. In passato, la NASA ha condotto questo tipo di mappatura con WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer), ma SPHEREx offre molti più colori, al punto che alla NASA parlano di 102 mappe, una per ogni colore rilevato.
La mappa cosmica pubblicata dalla NASA è stata creata usando osservazioni condotte nell’arco di circa sei mesi. Si tratta già di un grande risultato ma questo è solo l’inizio. Dalla sua orbita eliosincrona, il telescopio spaziale SPHEREx compie 14 giri e mezzo della Terra ogni giorno catturando 3.600 immagini al giorno di una singola fascia di cielo. Ogni giorno il suo campo di vista cambia e in sei mesi copre l’intero cielo. Ciò significa che, dopo aver completato la prima osservazione globale, ha cominciato quella successiva. In due anni di missione primaria, è previsto che completi quattro scansioni e ottenere altre tre mappe cosmiche.
La combinazione delle varie lunghezze d’onda rilevate permette di generare mappe che rivelano dettagli diversi degli oggetti osservati. A loro volta, queste mappe possono essere utilizzate in combinazione con osservazioni condotte con altri strumenti, che a volte lavorano in altre bande elettromagnetiche, per ottenere informazioni ancor più complete. Il telescopio spaziale SPHEREx sta già dimostrando il suo valore e i dati raccolti sono già in fase di esame per vari studi cosmologici.
L’immagine in basso (NASA/JPL-Caltech) mostra la mappa senza le componenti di polveri e gas, rendendo maggiormente visibili stelle e galassie.

