Il modulo gonfiabile BEAM è stato collegato alla Stazione Spaziale Internazionale

Il modulo BEAM attaccato al braccio robotico Canadarm2 (Foto Tim Kopra)
Il modulo BEAM attaccato al braccio robotico Canadarm2 (Foto Tim Kopra)

Poco fa sono terminate le operazioni di collegamento del modulo espandibile BEAM sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’operazione è durata circa quattro ore durante le quali il braccio robotico Canadarm2 è stato utilizzato per trasportare BEAM dalla sezione non pressurizzata della navicella spaziale Dragon al modulo Tranquillity. A quel punto, esso è stato collegato alla Stazione tramite i controlli remoti, proprio come si fa con i cargo spaziali. Questa è solo la prima fase della sua installazione, che procederà lentamente passo dopo passo.

Il modulo espandibile BEAM (Bigelow Expandable Activity Module) di Bigelow Aerospace è arrivato pochi giorni fa a bordo della Dragon e se ne è parlato molto perché per la prima volta questo tipo di modulo verrà testato nelle reali condizioni di una stazione spaziale. Si tratta di un modulo che verrà gonfiato e pressurizzato solo fra circa un mese. Alla fine, il suo volume sarà circa cinque volte quello attuale compresso.

Si tratta di un piccolo modulo, che pienamente gonfiato sarà lungo quasi 4 metri per un diametro di circa 3 metri. L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale potrà entrare nel modulo BEAM come in qualunque altro modulo ma è previsto che lo facciano solo per installare i sensori che verranno usati per i test veri e propri. Ciò che dovrà essere appurato nelle reali condizioni d’uso è il livello di protezione che assicura contro le radiazioni solari, i detriti spaziali e le temperature estreme dello spazio.

I test continueranno per circa due anni e alla fine il modulo BEAM verrà sganciato ed esso ricadrà nell’atmosfera terrestre, dove si disintegrerà. Questo è solo un prototipo ma Bigelow Aerospace ha già annunciato assieme alla ULA (United Launch Alliance) una collaborazione per i lanci di habitat spaziali formati da moduli gonfiabili. In quel caso si tratterà di moduli ben più grandi del BEAM, i B330 che avranno 330 metri cubi di spazio interno.

Al momento il progetto è molto generico, nel senso che prevede di lanciare in orbita i moduli B330 a partire dal 2020 usando razzi vettori Atlas V ma si sa solo che verranno posti in un’orbita terrestre bassa. Una delle possibilità è quella di collegare un modulo B330 alla Stazione Spaziale Internazionale ma Bigelow Aerospace potrebbe anche decidere di creare una nuova stazione spaziale e il passo successivo potrebbe essere un hotel orbitale.

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