
Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” riporta la scoperta di due pianeti con una massa vicina a quella della Terra attorno alla Stella di Teegarden, una minuscola stella a circa 12,5 anni luce dalla Terra e quindi una delle più vicine. Un team di ricercatori guidato dall’Università tedesca di Gottinga ha usato lo strumento CARMENES montato sul telescopio spagnolo da 3.6 metri dell’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna, per condurre una delle recenti ricerche concentrate su piccole stelle.
La Stella di Teegarden è stata scoperta solo nel 2003, da un team guidato da Bonnard J. Teegarden, perché è davvero fioca. Classificata come nana rossa, la sua esatta natura è ancora oggetto di discussione perché secondo una stima riportata in un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journa” nel febbraio 2015 la sua massa è solo l’8% di quella del Sole, ai confini tra le stelle e gli oggetti substellari conosciuti come nane brune. Sembra essere una nana ultra-fredda come TRAPPIST-1, diventata celebre dopo la conferma che ospita un sistema con 7 pianeti rocciosi.
Nel caso della Stella di Teegarden, i due spettrografi che compongono lo strumento CARMENES (Calar Alto high-Resolution search for M dwarfs with Exoearths with Near-infrared and optical Échelle Spectrographs) hanno permesso di sfruttare il metodo della velocità radiale per scoprire due pianeti attorno ad essa che hanno masse molto simili a quella della Terra. L’immagine (Cortesia Istituto di Astrofisica, Università di Gottinga. Tutti i diritti riservati) mostra una rappresentazione di quel sistema con i suoi due pianeti, indicati come b e c, e il sistema solare sullo sfondo, ingrandito nel riquadro.
I due pianeti della Stella di Teegarden orbitano attorno ad essa in 4,9 e 11,4 giorni terrestri e ciò significa che sono molto vicini ad essa ma a causa della quantità limitata di energia che ne ricevono potrebbero trovarsi nell’area abitabile del loro sistema. Per questo motivo, Mathias Zechmeister dell’Istituto di Astrofisica dell’Università di Gottinga, primo autore della ricerca, ha dichiarato che i due pianeti ricordano quelli interni del sistema solare. Luigi Mancini dell’Università di Roma Tor Vergata e associato INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), un altro autore della ricerca, ha spiegato che il pianeta indicato come b ha caratteristiche tali da metterlo al primo posto nella lista dei pianeti potenzialmente abitabili.
In altri casi, esopianeti sono stati scoperti usando il metodo del transito esaminando il minuscolo calo della luminosità che avviene quando essi passano di fronte alla loro stella. Non è il caso della Stella di Teegarden, almeno per il momento, perciò non è possibile sapere se i due pianeti individuati hanno un’atmosfera e in caso positivo se è di un tipo che può assicurare la presenza di acqua liquida sulla loro superficie e quindi condizioni favorevoli allo sviluppo di forme di vita simili a quelle terrestri. La cosa curiosa è che da quel sistema è possibile individuare i pianeti del sistema solare tramite il metodo del transito perciò se vi fosse qualcuno con tecnologie adeguate potrebbe conoscere l’esistenza della Terra.
C’è la possibilità che vi siano anche altri pianeti in orbita attorno alla Stella di Teegarden. Ci sono voluti anni di osservazioni per confermare i 7 pianeti di TRAPPIST-1 con il metodo del transito, cercarli con il metodo della velocità radiale è più complesso ma trovarli confermerebbe che anche per queste minuscole stelline è normale avere vari pianeti. Un grosso problema è che emettono potenti brillamenti nonostante la loro massa ridotta perciò il rischio è che i loro pianeti rocciosi vengano sterilizzati ma dopo qualche miliardo di anni si stabilizzano, lasciando maggiori speranze di trovare pianeti su cui possano nascere forme di vita simili a quelle terrestri. Le stelle nane rosse e ultra-fredde sono le più numerose, il motivo per cui varie ricerche si stanno concentrando su di esse e sicuramente ci saranno altre scoperte.
