
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta nuove osservazioni agli infrarossi e alle lunghezze d’onda millimetriche del pianeta Urano e dei suoi anelli. Imke de Pater ed Edward Molter hanno condotto osservazioni con il radiotelescopio ALMA mentre Michael Roman e Leigh Fletcher hanno condotto osservazioni con il telescopio VLT. Per la prima volta è stata misurata la temperatura degli anelli, che è risultata di circa 77 Kelvin. Queste osservazioni aiutano anche a capire meglio la composizione degli anelli e le differenze rispetto a quelle degli altri pianeti.
Gli anelli di Urano non sono esattamente spettacolari quanto quelli di Saturno, tanto che sono stati scoperti solo nel 1977 da astronomi che stavano cercando di studiare l’atmosfera del pianeta. Sono davvero scuri e fiochi perciò solo un’analisi delle immagini portò gli astronomi a rendersi conto della loro esistenza.
Nel corso degli anni, il passaggio ravvicinato della sonda spaziale Voyager 2 della NASA e osservazioni mirate hanno portato alla scoperta di un sistema complesso ed esteso, anche in questo caso non certo al livello di quelli di Saturno ma superiore a quelli di Giove e Nettuno.
I meccanismi di formazione degli anelli sono probabilmente gli stessi per tutti i pianeti con lune che vengono distrutte dalla gravità del pianeta se la loro orbita viene perturbata e si avvicinano troppo. Ci può essere anche una parte formata da frammenti di comete e asteroidi che si sono avvicinati troppo al pianeta. Una diversa composizione dei materiali e la diversa quantità possono generare anelli molto diversi e gli studi continuano per comprendere i vari processi in atto. Ad esempio uno recentemente pubblicato sulla rivista “Science” riporta nuovi dettagli sugli anelli di Saturno e delle lune che orbitano tra di essi per dimostrarne l’influenza.
Una possibilità per studiare gli anelli di Urano è di osservare la pochissima luce solare che riflettono ma in questa nuova ricerca gli autori hanno invece rilevato la loro naturale luminosità agli infrarossi e alle lunghezze d’onda millimetriche. Il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), inaugurato nel marzo 2013, viene generalmente usato per studiare oggetti lontanissimi ma a volte è utile anche per ricerche su oggetti molto più vicini. In questo caso sono state aggiunge osservazioni compiute con il VLT (Very Large Telescope).
Questo tipo di rilevazione ha permesso di misurare per la prima volta la temperatura degli anelli di Urano, che è risultata essere di 77.3 ± 1.8 Kelvin, -196.15° Celsius. Sono davvero freddi eppure i ricercatori si aspettavano una temperatura perfino inferiore in anelli formati da particelle in rapida rotazione. Come per le prime osservazioni, i ricercatori stavano studiando l’atmosfera di Urano e sono rimasti sorpresi dalla qualità delle rilevazioni degli anelli.
L’anello chiamato epsilon, il più luminoso e denso, è risultato composto da sassi grandi come palle da golf e rocce più grandi mentre mancano le polveri. È una stranezza dato che normalmente gli anelli planetari sono composti da particelle di dimensioni molto diverse, fino a a quelle microscopiche.
Al momento 13 anelli sono conosciuti attorno a Urano con alcune fasce di polvere tra gli anelli. Anche se non sono spettacolari, sono interessanti dal punto di vista scientifico, anche all’interno delle ricerche più generali sugli anelli planetari. Questi risultati mostrano le possibilità delle osservazioni agli infrarossi che in futuro potrebbero essere condotte anche con il telescopio spaziale James Webb, quando finalmente verrà lanciato.

