
Al 236° Meeting dell’American Astronomical Society (AAS) tenuto nei giorni scorsi, in quest’occasione in maniera virtuale e non in un luogo fisico a causa della pandemia Covid-19, è stata annunciata la scoperta della più giovane nana bruna del nostro vicinato cosmico. Chiamata W1200-7845, è talmente giovane da avere un disco protoplanetario, una scoperta davvero interessante perché permetterà di studiare una possibile formazione planetaria attorno a un oggetto che può essere considerato una stella fallita. Questo risultato è arrivato grazie al programma Disk Detective, che permette a persone comuni di esaminare immagini astronomiche catturate dal telescopio spaziale WISE della NASA, alla ricerca di dischi protoplanetari. La sua scoperta ha permesso di compiere osservazioni mirate allo scopo di studiarne l’evoluzione.
Distante poco più di 330 anni luce dalla Terra, la nana bruna W1200-7845 è stata scoperta nel 2016 all’interno di un gruppo di circa 30 stelle. Le nane brune sono per certi versi le sorelle povere delle normali stelle: questi oggetti sono considerati stelle mancate perché la loro massa non è sufficiente a innescare le reazioni termonucleari che rendono le stelle così luminose. La conseguenza è che hanno scarsissime emissioni che rendono difficile la loro individuazione.
Nel 2014 la NASA ha finanziato Disk Detective, uno dei programmi della piattaforma Zooniverse che permettono alle persone comuni di partecipare a ricerche scientifiche di vario tipo. In questo caso, la NASA ha anche fornito le immagini catturate a lunghezze d’onda ottiche e a quelli degli infrarossi vicini dal suo telescopio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explore) nelle quali chiunque può cercare dischi protoplanetari in cui nuovi pianeti possono formarsi e in certi casi potrebbero già essere in fase di formazione.
W1200-7845 e il suo disco protoplanetario sono stati tra i candidati segnalati grazie al programma Disk Detective e successivamente passati ad astronomi professionisti che potessero verificare la loro natura. In questo caso, è risultato che si tratta effettivamente di un disco protoplanetario che però non circonda una normale stella bensì una nana bruna. Nuove osservazioni sono state compiute usanto il telescopio Magellano all’osservatorio Las Campanas, in Cile, per studiare W1200-7845 e il suo disco protoplanetario. Hanno permesso di stabilire che fanno parte del gruppo chiamato Epsilon Chamaeleontis, uno dei più giovani gruppi di stelle del vicinato cosmico con un’età tra i 3 e i 5 milioni di anni.
Le normali stelle del gruppo Epsilon Chamaeleontis sono già state oggetto di studi perché giovani stelle relativamente vicine possono avere dischi protoplanetari da studiare per capire i meccanismi di formazione planetaria. Protostelle e stelle neonate sono molto più luminose di una nana bruna perciò sono ben più facili da individuare ma ora anche W1200-7845 e il suo disco protoplanetario sono stati confermati.
Maria Schutte, la studentessa dell’Università dell’Oklahoma che ha partecipato alle nuove osservazioni e ne ha annunciato i risultati, ha spiegato che non ci sono molti esempi di giovani nane brune così vicine al Sole, perciò W1200-7845 costituisce una scoperta eccitante. La sua vicinanza è davvero importante dato che è molto meno luminosa delle stelle per cui più vicina è una nana bruna più dettagli è possibile vedere.
I ricercatori intendono continuare le osservazioni della nana bruna W1200-7845 con altri telescopi come il radiotelescopio ALMA, che è già stato usato in vari studi di dischi protoplanetari. La potenza e sensibilità di ALMA potrebbero permettere di misurare la massa e il raggio del disco protoplanetario e ottenere informazioni sulla sua composizione. Si tratta di informazioni utilissime per capire come potrebbe evolversi.
In un periodo in cui sempre più vengono impiegati sistemi di apprendimento automatico per aiutare gli astronomi nelle ricerche, la collaborazione di persone comuni rimane importante. Per questo motivo, il programma Disk Detective è stato aggiornato e la nuova versione include immagini dell’indagine PanSTARRS. La speranza è di scoprire altri dischi protoplanetari, in particolare quelli soprannominati Peter Pan perché hanno un’età in cui avrebbero già dovuto formare pianeti per capire perché ciò non è successo. Essi offrirebbero altre informazioni sull’evoluzione dei dischi protoplanetari e sui processi di formazione planetaria.
