Una possibile super-Terra nella zona abitabile del sistema di Kepler-160, una stella simile al Sole

Varie situazioni di stelle e pianetiUn articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un candidato esopianeta con una probabilità molto elevata di esistere, una super-Terra designata come KOI-456.04 il cui anno stimato è poco più lungo di quello terrestre che orbita attorno a Kepler-160, una stella simile al Sole. Un team di ricercatori guidato da René Heller del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, in Germania, ha analizzato vecchi dati accumulati dal telescopio spaziale Kepler utilizzando un nuovo metodo basato sul modello fisico dettagliato della variazione della luminosità della stella invece di quello classico basato sulla ricerca dei minuscoli cali di luminosità che avvengono quando il pianeta passa tra la stella e il telescopio. L’analisi ha portato anche alla scoperta di un altro candidato esopianeta designato come Kepler-160 d.

Distante poco più di 3.100 anni luce dalla Terra, la stella Kepler-160 è interessante perché ha massa, dimensioni e luminosità molto vicine a quelle del Sole. Già due pianeti erano stati scoperti attorno ad essa e confermati nel 2014. Essi non erano interessanti al di là del campo astronomico perché Kepler-160 b è una super-Terra molto vicina alla sua stella e quindi probabilmente potrebbe essere definita un super-Mercurio mentre Kepler-160 c è un nettuniano caldo.

I dati riguardanti l’esopianeta Kepler-160 c indicano alcune variazioni nella sua orbita che suggeriscono perturpazioni causate da un ulteriore pianeta. Gli autori di questa nuova ricerca hanno rianalizzato quei dati usando un metodo diverso da quello della ricerca di minuscoli cali di luminosità usato per individuare i due pianeti conosciuti grazie ai loro passaggi tra la loro stella e il telescopio spaziale Kepler. Il team di René Heller ha usato un modello fisico dettagliato della variazione della luminosità della stella che ha fornito risultati interessanti dato che ha indicato la presenza di altri due pianeti.

L’analisi condotta ha indicato che il candidato più interessante è una super-Terra nella zona abitabile del suo sistema stellare. Il codice KOI-456 (KOI = Kepler Object of Interest) indicava la stella nella missione Kepler perciò il nuovo candidato è stato designato come KOI-456.04, cioè il quarto candidato esopianeta di quella stella. I dati indicano che questa super-Terra ha un diametro circa 1,9 volte quello della Terra con un anno che dura circa 378 giorni terrestri. Se avesse un’atmosfera simile a quella terrestre, la temperatura media sulla sua superficie sarebbe di qualche grado inferiore a quella sulla superficie terrestre. I ricercatori hanno cercato di escludere qualsiasi possibilità di falso positivo ma la sua esistenza non è ancora accertata. Le probabilità che esista sono dell’85% ma serviranno altre osservazioni con strumenti futuri come il telescopio spaziale PLATO dell’ESA per sperare di ottenere conferme.

L’altro candidato esopianeta non risulta da tracce di transiti di fronte alla stella ma solo da perturbazioni dell’orbita di Kepler-160 c. Paradossalmente, questo candidato sembra avere maggiori probabilità di conferma, al punto che i ricercatori l’hanno già designato come Kepler-160 d anche se le possibili careristiche sono stimate in modo molto vago: una massa tra 1 e 100 volte quella della Terra e un anno della durata tra 7 e 50 giorni terrestri.

L’immagine (© MPS / René Heller) mostra alcuni risultati delle scoperte ottenute grazie al telescopio spaziale Kepler confrontate con Sole e Terra (nel pannello in alto). Il secondo pannello dall’alto mostra la situazione nel sistema di Kepler-160 con il candidato esopianeta KOI-456.04 che illustra le similitudini con Sole e Terra. Il terzo pannello dall’alto mostra la tipica stella osservata da Kepler con il tipico esopianeta nettuniano. Il pannello in basso mostra la situazione di un esopianeta simile alla Terra che orbita attorno a una nana rossa.

La scoperta di questi nuovi candidati esopianeti mostra i progressi compiuti nell’analisi dei dati delle osservazioni. La missione Kepler è terminata il 30 ottobre 2018 ma la grande mole di dati ottenuti continua a essere utile. I dati possono essere rianalizzati con metodi che vengono miglioranti nel tempo e possono essere integrati da altri dati ottenuti con altri strumenti. Il fatto che non sia ancora possibile verificare con certezza questi candidati mostra che c’è ancora da lavorare. Ciò è normale dato che la ricerca di esopianeti è in atto da meno di trent’anni.

Probabilmente KOI-456.04 è un vero esopianeta ma anche in quel caso non sappiamo se abbia un’atmosfera e altre caratteristiche necessarie allo sviluppo di forme di vita. Per ora è solo un altro possibile esopianeta con alcune caratteristiche interessanti ma il suo potenziale di abitabilità è ancora tutto da valutare.

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