L’asteroide interstellare ‘Oumuamua non può essere un iceberg di idrogeno

Rappresentazione artistica dell'asteroide interstellare 'Oumuamua (Immagine cortesia The international Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA artwork by J. Pollard)
Rappresentazione artistica dell’asteroide interstellare ‘Oumuamua (Immagine cortesia The international Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA artwork by J. Pollard)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’asteroide interstellare 1I/2017 U1, conosciuto come ‘Oumuamua, che offre prove che non si tratta di una sorta di iceberg di idrogeno. Abraham Loeb del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian (CfA) e Thiem Hoang del Korea Astronomy and Space Science Institute (KASI) ha esaminato la premessa dello studio che aveva proposto quella possibilità, cioè che un oggetto composto soprattutto di idrogeno molecolare potesse formarsi in una nube molecolare gigante ed essere spinto nello spazio interstellare. La conclusione dei ricercatori è che vari processi causerebbero la sublimazione dell’idrogeno molecolare perciò un iceberg probabilmente non potrebbe formarsi o verebbe distrutto dalle stelle che si sono formate nella stessa nube molecolare prima ancora che possa finire nello spazio interstellare.

L’asteroide insterstellare scoperto nell’ottobre 2017 che alla fine è stato classificato formalmente come 1I/2017 U1 e chiamato ‘Oumuamua è stato oggetto di vari ricerche per cercare di capirne origine e composizione. Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” nel giugno 2020 offriva una spiegazione alle strane caratteristiche rilevate concludendo che potrebbe essere formato soprattutto da idrogeno molecolare e che potrebbe avere avuto origine nel cuore di una nube molecolare gigante.

La teoria dell’iceberg di idrogeno era interessante anche perché suggeriva che potessero esisterne molti, al punto che qualcuno considerava il ghiaccio di idrogeno molecolare come un candidato per spiegare gli effetti gravitazionali attribuiti alla materia oscura. Per questo motivo, Abraham “Avi” Loeb e Thiem Hoang l’hanno esaminata per capire se un oggetto del genere possa formarsi e sopravvivere a un viaggio interstellare e la conclusione è stata negativa.

I due ricercatori hanno esaminato vari possibili problemi che potrebbero perfino impedire la formazione di un iceberg di idrogeno. I vari corpi celesti si formano per accrescimento, con vari oggetti più piccoli che si uniscono. Anche uno scontro a bassissima velocità di due granelli che contengono idrogeno congelato genererebbe un attrito sufficiente a sublimarlo, lasciando solo gli altri materiali. In sostanza, potrebbe formarsi un asteroide di roccia e ghiaccio di altri materiali come l’acqua ma la presenza di ghiaccio di idrogeno sarebbe minima se non nulla.

Anche se un iceberg di idrogeno riuscisse a formarsi in una nube molecolare gigante, avrebbe grossi problemi a sopravvivere a un lungo viaggio. In particolare, le emissioni delle stelle che si sono formate nella stessa nube molecolare causerebbero già una notevole sublimazione dell’idrogeno. Anche le radiazioni interstellari, compresa la radiazione cosmica di fondo, e i raggi cosmici causerebbero una sublimazione che sarebbe lenta ma nel giro di milioni di anni provocherebbe la dispersione del ghiaccio di idrogeno.

Le informazioni limitate sull’asteroide interstellare ‘Oumuamua rendono difficile accertarne la composizione. Tuttavia, c’è interesse nei confronti di un oggetto arrivato da un altro sistema stellare perciò gli studi continuano. In campo scientifico, anche scartare una teoria costituisce un progresso.

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