Nuovi dettagli del disco spezzato nel sistema triplo di GW Orionis

GW Orionis visto da ALMA e SPHERE (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), ESO/Exeter/Kraus et al.)
GW Orionis visto da ALMA e SPHERE (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), ESO/Exeter/Kraus et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta una ricerca sulle caratteristiche del disco circumstellare del sistema di GW Orionis, o GW Ori, deformato dall’azione delle tre stelle che lo formano. Un team di ricercatori ha usato gli strumenti AMBER e successivamente GRAVITY e SPHERE montati sul VLTI dell’ESO e il radiotelescopio ALMA per osservare le deformazioni del disco e i tre anelli in cui è diviso, i quali sono disallineati. L’anello interno è formato da quantità di materiali stimata in una massa circa 30 volte quella della Terra perciò potrebbero formarsi pianeti. L’obiettivo degli studi di questo sistema triplo è capire se nei suoi anelli possano formarsi pianeti con orbite stabili, un passo avanti per capire questo tipo di processi in sistemi doppi o multipli.

Distante poco più di 1.300 anni luce dalla Terra, il sistema di GW Ori è conosciuto da lungo tempo ma le sue caratteristiche sono state scoperte pian piano e solo nel 2011 venne annunciata la scoperta di una terza stella. Le tre giovanissime stelle di questo sistema sono legate gravitazionalmente con GW Ori A e GW Ori B separate da una distanza vicina a quella tra la Terra e il Sole e GW Ori C che orbita attorno alle due compagne a una distanza da loro che è circa 8 volte quella tra la Terra e il Sole.

Il disco circumstellare di GW Ori è risultato molto interessante per l’influenza delle tre stelle, che lo hanno lacerato formando tre anelli concentrici. Questo nuovo studio è il frutto di un lavoro iniziato nel 2008 e condotto usando vari strumenti montati sul VLTI (Very Large Telescope Interferometer) e con il radiotelescopio ALMA per poter coprire diverse lunghezze d’onda. Lo strumento AMBER (Astronomical Multi-BEam combineR) è stato il primo del VLTI a essere usato ma negli ultimi anni sono stati installati anche GRAVITY e SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch instrument), che hanno permesso di migliorare ulteriormente la qualità delle osservazioni.

Le osservazioni combinate e condotte durante gli anni del sistema di GW Ori hanno permesso di vedere il disallineamento degli anelli che formano il disco fino a vedere l’ombra che l’anello interno getta sul resto del disco. Tutto ciò è stato utile per ricostruire la struttura tridimensionale di questo disco lacerato dalle influenze delle tre stelle.

Jiaqing Bi dell’Università di Victoria in Canada, parte del team che aveva condotto osservazioni del sistema di GW Ori con il radiotelescopio ALMA con risultati riportati in un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” nel maggio 2020, ha dichiarato che lui e i suoi colleghi pensano che la presenza di un pianeta tra i tre anelli che formano il disco circumstellare sia necessaria a spiegare perché il disco si è lacerato.

Anche in questo nuovo studio, simulazioni al computer hanno accompagnato le osservazioni per cercare di creare un modello del sistema di GW Ori. Il risultato è un collegamento tra il disallineamento e l’effetto teorico di lacerazione del disco. Ciò suggerisce che le stelle che attraggono il disco in diversi piani possano causare distorsione e lacerazione.

La conferma dello studio pubblicato nei mesi scorsi è positiva e la combinazione di vari strumenti ha offerto ulteriori dettagli. Lo strumento SPHERE del VLTI, attivato nel giugno 2014, viene usato soprattutto nelle ricerche riguardanti esopianeti ma può essere utile anche in altri casi come lo studio di sistemi in fase di formazione come GW Ori. Non è ancora chiaro se vi sono pianeti in formazione e le osservazioni continueranno per cercare di capirlo.

GW Orionis in un concetto artistico e visto da SPHERE (Immagine ESO/L. Calçada, Exeter/Kraus et al.)
GW Orionis in un concetto artistico e visto da SPHERE (Immagine ESO/L. Calçada, Exeter/Kraus et al.)

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